KISSIN’ DYNAMITE – Not The End Of The Road

Pubblicato il 20/01/2022 da
voto
7.0
  • Band: KISSIN' DYNAMITE
  • Durata: 00:50:20
  • Disponibile dal: 21/01/2022
  • Etichetta:
  • Napalm Records

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Avete presente quelle saghe – da “Tremors” a “Deathrace”, la lista è potenzialmente lunghissima – che dopo un esordio cinematografico con attori di spessore proseguono con infiniti sequel direct to video (o streaming), fatti con attori semisconosciuti e budget ridicoli ma tanta passione? Ecco, lo stesso concetto potrebbe applicarsi ai tedeschi Kissin’ Dynamite, giunti al settimo album da fieri portabandiera della tradizione hard rock/hair metal anni ’80 senza inventare nulla ma godendo di un crescente successo soprattutto in madrepatria grazie anche a live show esplosivi. Dopo un breve passaggio su Metal Blade approdano con “Not The End Of The Road“ alla sempre più potente Napalm Record (che a giudicare dal numero di video rilasciati sembra puntare forte su di loro), e, tenendo fede al titolo, mostrano di avere ancora qualcosa da dire con un disco che come l’autostrada in copertina ci porta dritti sul Sunset Boulevard. L’influenza principale resta quella di Jon Bon Jovi e Richie Sambora, chiamati in causa dalla titletrack posta in apertura (con tanto di talk box) ai cori da stadio di “Defeat It” e “Voodoo Spell”, per tacere della semiballad “Coming Home”, in cui sembra già di vederli cavalcare come cowboy nella Foresta Nera. Bon Jovi a parte, i cinque dimostrano di aver imparato tutti i trucchi del mestiere e ce li sparano addosso con l’idrante: se l’anthemica “Only The Brave” è perfetta per incendiare la folla del Wacken e “No One Dies A Virgin” rivaleggia con i Crazy Lixx in termini di contagiosità, “Yoko Ono” aggiunge anche i Sixx A.M. al novero delle influenze mentre la spassosa “All For Halleluja” ci ha ricordato (non solo per il titolo) i Lordi in formato Eurovision. Va meno bene sul fronte ballad – “Good Life” potrebbe funzionare da sfondo per un programma della TV generalista, mentre “Gone For Good” e “Scars” sono un po’ più insipide – ma si tratta di un peccato tutto sommato veniale in un disco che fa dell’energia e della passione il suo principale vanto. Accusarli di salire sul carro della retro-mania sarebbe altresì ingeneroso, visto che ormai da quindici anni propagano il verbo cotonato degli anni ’80, quindi non ci resta che goderci a tutto volume “Not The End Of The Road”, un nuovo e luminoso inizio per la formazione del Baden-Württemberg.

TRACKLIST

  1. Not The End Of The Road
  2. What Goes Up
  3. Only The Dead
  4. Yoko Ono
  5. Good Life
  6. Coming Home
  7. Defeat It
  8. No One Dies A Virgin
  9. Gone For Good
  10. All For Halleluja
  11. Voodoo Spell
  12. Scars
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