KLOGR – Till You Decay

Pubblicato il 06/03/2012 da
voto
8.0
  • Band: KLOGR
  • Durata: 00:46:21
  • Disponibile dal: 19/01/2012
  • Etichetta: Valery Records
  • Distributore:

Di questi tempi è sufficiente avere un buon PC ed un software professionale per produrre dischi formalmente luccicanti e ben impacchettati – e spesso pericolosamente mediocri e vuoti nella sostanza. Aggiungiamo un buona dose di sex appeal, supportato da un fazioso, ma abbagliante passa parola sui social network ed il disastro è ufficialmente compiuto. Gruppi privi di talento che spuntano come funghi, e svaniscono successivamente nel nulla non appena si alza una folata di vento (leggasi nuovo trend o incapacità di reggere la prova del palco). Dunque, quando abbiamo il piacere di imbatterci in un lavoro concreto ed intelligente come questo, non possiamo esimerci di accoglierlo come una vera e propria manna dal cielo . Gli italo-americani KLOGR (‘pronounced kay log are’) compiono il primo passo – vincente – della carriera pubblicando un disco che abbraccia solo nelle intenzioni il cosiddetto sound alternative, ma al tempo stesso prende le dovute distanze dagli abusati e oramai poco credibili clichè del genere. “Till You Decay” si presenta come un concept, coronato da liriche che descrivono l’incessante condizionamento operato dalla società, rea di opprimere il libero pensiero. Il grigio scuro che domina la front cover, rappresenta in maniera ottimale il mood impregnato nel tessuto compositivo e francamente appare limitante catalogare i brani dentro un’etichetta preconfezionata, alt, grunge o hard rock che sia. Le undici composizioni spaziano senza apparente soluzione di continuità dall’incalzante riffing di “Bleeding”, canzone graziata da un chrous accattivante e da un ispirato guitar solo, all’incidere cripitco e sognante di “Green Star”, fino a colpire nel ventre con il caleidoscopico groove delle dinamiche “Live Dying” e “Silk And Thorns”. Il frontman (e produttore) Gabriele ‘Rusty’ Rustichelli, dimostra di avere un’ugola potente, duttile ed espressiva, riuscendo nell’ardua impresa di modulare le proprie corde vocali sia nelle parti più aggressive, che in quelle più melodiche, conferendo il giusto mood agli svariati umori dei brani. I Nostri si concedono anche il lusso di scrivere una potenziale hit dal tiro radiofonico come “Naked Mind”, episodio impostato su una linea melodica efficace, esaltata da un gancio da tramandare ai posteri. Sono presenti soltanto un paio di episodi – come l’aggressività fine a se stessa contenuta in “Self Loathing” e il mesto incedere di “Young Graves” – che denotano ancora qualche incertezza a livello compositivo. Indipendentemente dai pregi e dai difetti sopra elencati, in questo disco troviamo una rara e preziosa virtù: quella di distinguersi. Il Grande Fratello vi osserva…

TRACKLIST

  1. Live Dying
  2. Silk And Thorns
  3. White Eyes
  4. Bleeding
  5. Green Star
  6. Self Loathing
  7. Naked Mind
  8. You Gotta Know
  9. Value Of Sin
  10. Silted Memories
  11. Young Graves
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