KLUIZENAER – Ein Abbild Der Leere

Pubblicato il 17/02/2022 da
voto
7.5
  • Band: KLUIZENAER
  • Durata: 00:38:15
  • Disponibile dal: 18/02/2022
  • Etichetta:
  • Breathsunboneblood
  • Wolves Of Hades

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Una brezza gelida si insinua tra i pensieri che sventolano come panni stesi nella mente, quel soffio lieve altro non è che il suono pungente di un brutto presentimento. Si apre così il nuovo album dei Kluizenaer: in un’atmosfera di totale attesa prende forma il mostro dell’inquietudine che, come un palloncino pieno di odio, non tarda a scoppiare. Un palloncino che la band tedesca ha iniziato a gonfiare nel 2015 con la pubblicazione del primo full-length “Radbraak”, al quale si sono succeduti tre EP sino ad arrivare a questo secondo disco, intitolato “Ein Abbild Der Leere”, ovvero “Un Ritratto Del Vuoto”. La cornice sonora costruita dai Nostri, infatti, racchiude un buio assordante, denso come la cera calda di una candela che si solidifica al contatto coi gelidi sintetizzatori. In un deserto futuristico, scolpito dai potenti arti di un’apocalisse, i Kluizenaer spazzano via quel brusio angosciante d’attesa che domina i minuti iniziali di “Verewigung”: un’aspra ed appuntita chitarra si adagia sulla sottile superficie di “Ein Abbild Der Leere” che scoppia in un fragore travolgente. Ad investire l’ascoltatore è un black metal, dal timbro industriale, che agita le acque dell’oscurità provocando onde mastodontiche di violenza. Ad aizzare questo mare agitato ci pensano le urla stridenti che sopraggiungono dai fondali inquinati di un oceano che non respira più ma ansima dolore. Negli undici minuti della prima traccia la ritmica si fa man a mano più incalzante fluidificando l’aggressività sonora che si infiamma in sfuriate elettriche. Improvvisamente i tempi rallentano, ritmi cadenzati costruiscono una fortezza di funeral doom dove rimbombano arpeggi ed urla strazianti: rabbia e angoscia sono prede nella stessa ragnatela di follia.
Premettiamo che per scardinare i cancelli di questo album ci vogliono diversi ascolti, è un disco che cresce col tempo, alimentato da forti emozioni alle quali bisogna essere perfettamente connessi per apprezzare il sentimento che respira in esso. Sul trio di Brandeburgo serpeggiano le ombre degli Amenra, dei Sadness, degli Altar Of Plagues, che hanno sedotto la band sino ad indurla verso queste disperate sonorità. In “Es Verbrennt Sich” c’è un’esasperazione musicale capace di mutare forma e ritmo, un ritmo che, come un fiume in piena, sradica le profonde radici dell’immaginazione lasciando prevalere la rabbiosa desolazione del presente. I sintetizzatori riempiono il vuoto lasciato dalle fulminee sezioni violente sulla superficie di questo quadro oscuro. “Ölgötze” è un intermezzo di drone ambient dai risvolti enigmatici e meditativi: una voce femminile e cori sacrali guidano l’anima attraverso un cammino spirituale avvolto da una nebbia misteriosa spazzata via dalla tempesta “Stylit”. I quattordici minuti del brano finale rappresentano l’apoteosi dell’intero album, il riassunto sonoro che racchiude l’essenza dei Kluizenaer: sulla ferocia ritmica si incastrano riff circolari che stregano la memoria per poi svanire in silenziose atmosfere rituali. Si conclude così un album potente e dinamico, il cui punto debole sembra essere soltanto una produzione non sempre all’altezza. Mancano, infatti, maggiore profondità ed equilibrio nel suono e la batteria è certamente l’elemento che ne risente di più.
Complessivamente, “Ein Abbild Der Leere” è un ottimo lavoro che vive di intensità, un perfetto ritratto del vuoto che ognuno di noi custodisce in fondo alla propria anima, una sorta di ritratto di Dorian Grey sul quale si specchia la parte più buia di noi stessi.

TRACKLIST

  1. Verewigung
  2. Es Verbrennt Sich
  3. Ölgötze
  4. Stylit
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