KMFDM – Hell Yeah

Pubblicato il 25/08/2017 da
voto
7.5
  • Band: KMFDM
  • Durata: 00:51:18
  • Disponibile dal: 18/08/2017
  • Etichetta:
  • earMusic
  • Distributore: Edel

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Puntuali come le tasse, riecco i paladini dell’industrial tedesco, con un buon lavoro in cui resta sempre alto il vessillo EBM; anzi, la presa di distanza dalle sonorità più propriamente metal è quasi totale. Restano le chitarre, ma sempre  meno preponderanti e soggiogate all’imponente tappeto di tastiere; contribuisce a donare questa sensazione il crescente contributo vocale di Lucia Cifarelli, ormai stabile compagna del mastermind Sascha Konietzko tanto sul palco quanto nella vita. I brani in cui dietro il microfono domina lei, come “Freak Flag” o “Murder My Heart”, sono ammantati di una vena danzereccia ancora più potente del solito, a base di linee vocali semplici e che entrano velocemente in testa, con l’ottimo contrappeso della batteria in levare; ma la cantante sa toccare anche corde più intense, per esempio sulla bella “Only Lovers”, che oltre a riprendere il titolo e i temi di uno dei più bei film del nuovo millennio, riporta alla mente i compianti Moloko di Róisín Murph. E a tal riguardo, nell’album fanno capolino altre pulsioni vicine al trip hop, come ben evidente in brani come “Oppression 1/2” e il suo naturale prosieguo “Oppression 2/2”; i brani dove canta Konietzko portano invece alla mente, in pari misura, l’approccio tamarro dei vecchi amici Rammstein e la gelida cupezza del Marilyn Manson dei tempi d’oro. È particolarmente evidente in “Total State Machine”, funzionale intervallo tra le due brevi tracce succitate, virato in chiave industrial metal dalle chitarre di Hodgson e White, membri ormai stabili del combo germanico  – sebbene di tedesco resti ormai solo il leader; oppure in “Burning Brain”, guidata da una chitarra stoppata che duetta con un sinth potente, e nella cupa “Rip The System v. 2.0”. Che oltre a riprendere un titolo dal loro classico “UAIOE”,  vede il trionfo di cadenze dub e l’uso abbondante di vocoder. “Fake News”, oltre a mostrare la costanza dei temi socio-politici nella produzione dei KMFDM, si presenta come un ideale singolo (per quanto abbiano affidato il lancio dell’album alla titletrack), grazie al suo sound catchy e in perfetto equilibrio tra pulsioni dance hall e rock adrenalinico. Gran finale, è il caso di dire, con la curiosa “Glam Glitz Guts & Gore“; che oltre a candidarsi al premio per il titolo più simpaticamente scemo dell’anno, è un perfetto e rinvigorente mix tra i Revolting Cocks e i Samael più recenti, a base di batteria  e tastiere che più tamarre non si può. C’è insomma la giusta varietà, i brani conquistano al primo ascolto e, per non farci mancare nulla, il tutto è racchiuso nell’ennesima, accattivante e significativa copertina di Aidan Hughes, che ha impresso ormai senza possibilità di errori il suo marchio di fabbrica sui lavori della band tedesca.

TRACKLIST

  1. Hell Yeah
  2. Freak Flag
  3. Oppression 1/2
  4. Total State Machine
  5. Oppression 2/2
  6. Murder My Heart
  7. Rip The System V. 2.0
  8. Shock
  9. Fake News
  10. Rx 4 The Damned
  11. Burning Brain
  12. Only Lovers
  13. Glam Glitz Guts & Gore
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