KNELT ROTE – Trespass

Pubblicato il 17/02/2013 da
voto
8.0
  • Band: KNELT ROTE
  • Durata: 00:34:19
  • Disponibile dal: 23/10/2012
  • Etichetta: Nuclear War Now
  • Distributore:

Power electronics, noise-grind, death metal, black metal, crust, sludge. C’e’ tutto questo e altro ancora nell’abominio sonoro concepito dagli oregoniani Knelt Rote, formazione extreme-tutto in giro ormai da almeno mezzo decennio che con “Tresspass” – terzo full-length a loro nome – è arrivata ad affinare una formula interessantissima che pesca da una varietà notevole di fonti sonore estreme, e dalle quali ha poi estrapolato e preservato solo i tratti più astratti, violenti, stridenti e malati. Si parte ovviamente dal death-grind più oltranzista e tumefatto: primi Carcass, Napalm Death periodo “Utopia Banished”, primi Deicide e primi Morbid Angel. Il suono dei Nostri sale poi la china dell’estremo in un’escalation di terrore e violenza non quantificabile. Downtuning tombale, dissonanze malatissime, e certe obliquità death più sperimentali materializzano ben presto lo spettro nefasto e inguardabile degli Incantation, degli Immolation e soprattutto dei Mortician, in un’ottica più moderna e bizzarra, grazie un impianto ritmico raggelato e robotico, a soundscape elettronici agghiaccianti e un’imprevedibilità compositiva di fondo sempre presente. E’ l’inizio della materializzazione di scenari industrial, noise ed elettronici che striano come una piaga tutto l’impianto sonoro dei Nostri. Basta sentire “Hunger” per sentire i Godflesh iniettati dei primi Suffocation, o “Succumb” per percepire la follia electro-noise dei Bastard Noise impestare la violenza death cacofonica dei Cannibal Corpse di “Hammer Smashed Face”…. o “Identical” nel quale ci tocca assistere ad  una orgia immonda tra Disembowelment e Whitehouse. Insomma, un tripudio di vecchio e nuovo portati ad estremi di violenza e insensatezza uditiva imbarazzanti, e mai senza una ponderatezza compositiva e un tatto stilistico di fondo sorprendenti. Rumore evocato tramite una sperimentazione immonda e soggiogato poi dalle antiche e nefaste leggi del death metal (soprattutto nordamericano) più integralista, oltranzista e marcio che sia mai stato concepito. Suoni splendidi, densi, roboanti e fottutamente heavy, aggiunti ad un songwriting ispiratissimo si sono uniti alla festa di assoluta non-ovvietà ed esaltazione stilistica che permea il lavoro da cima a fondo, e che ha materializzato un disco dalla forza distruttiva e dal potere evocativo davvero superiore.

TRACKLIST

  1. Usurpation
  2. Hunger
  3. Passenger
  4. Succumb
  5. Compress
  6. Identical
  7. Interlude
  8. Catalepsy
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