KOEN HERFST – Back To Balance

Pubblicato il 18/12/2015 da
voto
6.0
  • Band: KOEN HERFST
  • Durata: 01:03:11
  • Disponibile dal: 23/10/2015
  • Etichetta: Graviton Music Services
  • Distributore: Audioglobe

Le recensioni di dischi come debutto solista del batterista Koen Herfst, individuo che qualcuno di voi ricorderà nei thrashers Dew Scented, richiedono a chi sta scrivendo un’onesta critica leggermente maggiore. Sì, perché a conti fatti un disco come “Back To Balance” non ci ha convinto troppo, ma non è nemmeno esattamente, come dicono gli inglesi, ‘la nostra tazza di tè’. Il punto però è che di difetti reali, al di fuori di una produzione un po’ sbilanciata e del fatto di essere un disco fin troppo stravagante e variegato, davvero non ne troviamo. Compositivamente ci troviamo davanti a un lavoro ‘top’: ogni passaggio, dalla nota di chitarra al colpo di batteria per finire sulla singola linea vocale, ci parla di creatività ed ecletticità: “Back To balance” è un ventaglio di influenze e stili che solo Koen Herfst, che lavora tanto come dj quanto come batterista in una metal band, può avere. Ma, lo dice anche il proverbio, il troppo stroppia, e in questo caso, almeno a nostro giudizio ci troviamo in questa casistica. “Back To Balance” è sì geniale, ma è anche un pelo troppo dispersivo per chi magari ha gusti più… conservatori. Già nelle prime tre tracce troviamo: alternative metal con melodie molto radiofoniche in “Here I Am”, un riffing e un drumming quasi thrash in “Erase Or Rewind” e forti sfumature progressive in “The Kramer”, passaggio strumentale non lontano da un ipotetico mix dello stile dei Dream Theater con la modernità dei Periphery. E siamo solo alle prime tre canzoni… nelle restanti undici c’è dentro davvero un po’ di tutto, dall’elettronica truzza di un brano techno-core come “Social Junkie” alle sfumature simil-funky di alcuni passaggi di “Ghetto Cornetto”. Il rap di “Total Hate” si mantiene su lidi fortemente alternative grazie ad alcune somiglianze con i Rage Against The Machine, mentre “Begone” mostra un inaspettato lato symphonic/power, pur mantenendo linee vocali filtrate e moderne. C’è bisogno di dirvi altro? Quando parliamo di varietà nel range di stili usiamo spesso il parallelo del ventaglio aperto al massimo, ma qui il ventaglio è proprio esploso in mille pezzi! Il risultato, come immaginate è assolutamente ‘ardito’, ma è questione di punti di vista: alcune persone potrebbero pensarla più come ‘eccessivo’. Prima di chiudere e di farvi fare la vostra scelta sul fatto se questo album è una bomba di genialità o una bomba di tamarraggine, vi segnaliamo però l’unica cosa che troviamo un difetto ‘vero’ nell’intero disco: la produzione favorisce troppo la batteria. Ok, Koen è un batterista, ma su tutte le canzoni il rullante è troppo grave, e i piatti (soprattutto il china) troppo rumorosi. Fosse un album alla malmsteen capiremmo, ma “Back To balance” è di sicuro un prodotto che favorisce la forma canzone al momento solista, motivo per cui ci sentiamo di contestare questa scelta. Ottimo invece il ‘parco ospiti’, con nomi di assoluto rilievo come Mats Leven (Therion, Yngwie Malmsteen, Candlemass), Coen Janssen (Epica), Marcela Bovio (Stream of Passion), Daniel De Jongh (Textures), Joost van den Broek (ex-After Forever, Star One e Ayreon) e Mendel Bij de Leij (Aborted). Insomma, davvero luci e ombre per questo debutto. Interessante, per carità, ma decisamente eccessivo.

TRACKLIST

  1. Here I Am
  2. Erase Or Rewind
  3. The Kramer
  4. I Don’t Need To Tell You
  5. Total Hate
  6. Back to Balance
  7. Begone
  8. 1916
  9. Social Junkie
  10. Ghetto Cornetto
  11. Now Is The Time
  12. Siamese Support
  13. Never Been So Wrong
  14. Attitude Of An Astronaut
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