7.5
- Band: KOLDBRANN
- Durata: 00:48:06
- Disponibile dal: 25/01/2013
- Etichetta:
- Season Of Mist
- Distributore: Audioglobe
Oggi come oggi pochi sono i gruppi black metal con una carriera importante alle spalle che ancora si ostinano a suonare il verbo nero nella sua forma più pura. Se della ‘vecchia guardia’ rimangono in sostanza solo i Gorgoroth e pochi altri, per fortuna tra gli amanti della musica estrema norvegese per eccellenza ci sono realtà giovani che hanno ancora energie a sufficienza per suonare il black metal nella sua versione più semplice e originale. Tra i migliori interpreti ci sono senza alcun dubbio i Koldbrann, giunti con “Vertigo” al terzo full length. La band in dieci anni ha prodotto tre release su lunga distanza, dimostrandosi estranea a certi ragionamenti del music business che spinge un gruppo alla superproduttività a scapito della qualità del prodotto. I Koldbrann invece si prendono sempre tutto il tempo necessario per registrare il proprio assalto sonoro assassino e fino ad oggi hanno sempre colpito nel segno. Una produzione decisamente al passo con i tempi che per certi versi avvicina i Koldbrann ai Satyricon, esalta il riffing black metal rimasto integro e puro in tutti questi anni. Solo in alcuni frangenti i Koldbrann svelano alcune influenze che minano l’integrità del sound, ma rimangono all’interno dell’universo di sfumature entrate da tempo a far parte del black metal. Solitamente vicini stilisticamente a primi Dødheimsgard e Gorgoroth, su questo album si possono ritrovare brani black ‘n’ roll sparati a tutta velocità e con attimi di follia omicida come “Stolichnaya Smert”. L’opener e la violentissima “Totalt Sjelelig Bankerott”, quest’ultima già presente sul singolo che qualche mese fa ha fatto da apripista al presente album, sono due stilettate gelide e letali, sono il trademark di un gruppo black metal che ha un sound ben riconoscibile. Ci sono alcune timide sperimentazioni in “Vertigo”, ma la vena avantgarde non sembra essere quella più sviluppata da un gruppo come i Koldbrann, che si trova maggiormente a proprio agio sul terreno classico del true black metal. Il riffing genericamente è di buon livello, anche se non memorabile, ma la qualità complessiva dei brani è più che distinta. Il gruppo convince maggiormente sulle parti veloci che non sui brani basati su ritmi più ponderati perché qui le atmosfere che si creano non sono troppo opprimenti, mentre quando i ritmi si fanno sostenutissimi i Koldbrann sanno far emergere la violenza spietata del loro black metal. Osando qualcosina in più in fase di sperimentazione, i Nostri potrebbero seguire la strada intrapresa dai Satyricon su “Rebel Extravanganza”, ma i tempi per Mannevond e soci non sembrano ancora così maturi. Di fatto nel 2013 se volete ascoltare il black metal norvegese, comprendendo che non si può più pretendere di riascoltare un “Transilvanian Hunger” perché quei tempi sono inesorabilmente tramontati, dovete necessariamente passare da questa band.
