KO:MI – Songs Of Them

Pubblicato il 22/12/2017 da
voto
8.0
  • Band: KO:MI
  • Durata: 00:36:00
  • Disponibile dal: 03/11/2017
  • Etichetta:
  • Svart Records
  • Distributore: Audioglobe

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A volte capita di incappare casualmente in dischi che mettono a sedere, frastornano, andando contro i propri soliti familiari canoni, quelli che si vanno a cercare nella musica per capire se faccia al caso nostro. È il caso di questo purissimo cristallo di suoni sognanti e immaginifici che risponde al nome di “Songs Of Them”. Autrice, una giovane songwriter finlandese, la polistrumentista Sanna Komi, impegnata in vari progetti che rispondono al nome di Pintandwefall, lisa, Cats of Transnistria. Normale che possano dire poco, la ragazza si muove nell’underground nordeuropeo ed è con l’approccio libero e disinvolto di chi non pensa al successo in termini di like su Facebook o cuori su Instagram che si è reinventata in KO:MI. La musica da camera incontra il pop e l’elettronica, universi che potranno avere ognuno rispettive regole e registri comunicativi propri, in fin dei conti accomunati da alcune sensazioni combacianti. Da qui discende l’armonia perfetta avvolgente l’album, che secondo l’idea di chi l’ha scritto racchiude dieci colonne sonore per altrettanti corti cinematografici. I temi di queste ‘storie’? Sicuramente, ci sono sentimenti inespressi che avrebbero un gran bisogno di fuoriuscire, passare dall’indefinitezza del pensiero a parole ben scandite, che possano finalmente scardinare i macigni che ottundono l’anima e la prostrano inutilmente. Vibrano gli archi e lottano con il pianoforte nei saliscendi inquieti di “Only Lovers”, opener da brividi che smuove più di qualche ingranaggio nel nostro Io, a meno di non essere ottusi e inerti come un semplice fantoccio, dotato di soffio vitale ma non di sensibilità. La voce di Komi, fiabesca, guizza fra linee setose e intrepidi cambi d’umore, bloccandosi e ripartendo, salendo di riflesso al gonfiarsi degli strumenti a corda. Il piano s’innalza e abbassa su di un piano parallelo, irrora improvvisa cupezza e digrada dolcemente in un finale pacificatore, ma che non sembra svelare del tutto il dilemma insito nel pezzo. In “Richard II” un gelido pulsare di sintetizzatori introduce l’ondivaga metrica di Komi, aiutandola ad allargare lo spettro emotivo: il narrare diventa incalzante, salvo fermarsi inaspettatamente, compaiono sovrapposizioni di voci, il carattere angelico della proposta viene enfatizzato dal planare di violini fra il pulsare ovattato dell’elettronica. Sentiamo le tensioni alleviarsi, per incanto. Komi è sconvolta, lucida ma preoccupata, determinata eppure nervosa, quando affronta “Fake & Fraud”: ansima, mentre ci investe in un diluvio di parole e poco per volta ritrova compostezza, ripetendo con sempre maggiore sicurezza le stesse strofe. Un motivo ricorrente di sordi synth, percussioni sintetiche, archi accende di pathos il brano, estromettendo il piano, che ricompare solo in una chiosa di pochi secondi. Il trittico iniziale definisce il quadro di riferimento, il resto delle tracce non discende comunque dall’eccellenza toccata in apertura. “Killing My Darling” è una ballata dark condotta su cadenze appena vivaci dal pianoforte, sottende atmosfere fuori dal tempo e scava in profondità nella fragilità umana; trova una sua ancor più rattrappita continuazione in “Catch A Mouse”, che si sviluppa flebile sui modi della favola nera. Poche note, le dita si posano su tasti dal timbro greve, avviluppando in un’atmosfera severa la composizione. E quale surreale litigio in note è “Shut Up”, un motivo classico suadente e via via impetuoso mitiga l’ordine di Komi: “sta’ zitta”, che probabilmente è rivolto alle voci contrastanti dentro se stessa, disturbate dall’infrangersi di effetti sulle scogliere scivolose degli archi. Sussulti amorosi e cadute nello strazio attraversano “Johnny Dear”, il gorgheggiare vocale si riempie di lacrime, trattenute con orgoglio in un tuonare minaccioso di violoncello che ottenebra l’umore, nostro e della cantante. Accelerare il flusso vocale, divaricare le parole oppure aggrovigliarle, stirarle e ingarbugliarle, infonde movimento pur in un quadro di apparente minimalismo, come accade negli scioglilingua di “Us And Them”. Una strana melassa di sintetizzatori mette sotto una fosca cappa “Eraser”, che cambia registro nel passaggio da note basse a più gentili vocalizzi circa a metà, per poi rituffarsi in mari torbidi. Quando vuole, Komi può smettere di agitarsi e abbandonarsi a un pigro languire. Un parlato freddo, una nenia che fa intravedere la neve dalle vetrate di casa nostra, in partenza; una corale operistica e uno struggente, natalizio violino, più avanti, ci cullano nel commiato di “Talking About Feelings”. Arduo definire in modo netto cosa abbiamo ascoltato, impossibile dimenticarsene.

TRACKLIST

  1. Only Lovers
  2. Richard II
  3. Fake & Fraud
  4. Killing My Darling
  5. Catch a Mouse
  6. Shut Up
  7. Johnny Dear
  8. Us and them
  9. Eraser
  10. Talking About Feelings
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