KONTINUUM – Earth Blood Magic

Pubblicato il 29/01/2013 da
voto
8.0
  • Band: KONTINUUM
  • Durata: 00:55:41
  • Disponibile dal: 13/01/2013
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Audioglobe

Che posto strano l’Islanda. Terra di ghiacci e fuoco in cui la presenza umana è quasi ridotta a mera apparizione. Nazione circondata da un oceano immenso e sempre gelido che tiene questa remota terra ben lontana e protetta e isolatissima da tutto, lontanissima dal resto del mondo. Dispersa. Preservata in una purezza quasi magica. Forse è anche per questo che quando gli islandesi si mettono a fare rock n’ roll il risultato è sempre un enigma difficile da afferrare. Ne sono stati un caso esemplare i Solstafir, usciti nel 2011 con un nuovo album superbo, ne sono un caso ancor più esemplare questi Kontiuum, sorta di enigma sonico in cui è rintracciabile il tutto e il niente musicale più totale. E il loro debutto, “Earth Blood Magic”, di riflesso è un lavoro in cui tutto è familiare senza essere però mai esistito. La loro musica è fatta di rimandi quasi telepatici. Sensazioni, presentimenti…strane ubiquità. La musica di questa band è praticamente un deja-vù. Tutto di essa sembra stra-conosciuta e tremendamente familiare, ma non capiamo dove cavolo l’abbiamo sentita…e la sua magia sta proprio qua, nel fatto che è musica di una bellezza quasi inspiegabile e che gioca costantemente con le nostre sensazioni ed il nostro subconscio. E un disco così affascinante e sfuggente poteva nascere solo in una terra isolatissima come l’Islanda, in un luogo in cui i contatti con l’esterno sono ridotti al minimo e in cui la contaminazione è impossibile e l’evocazione sembra essere l’unica via di creazione. La musica dei Kontinuum è una sorta di space-metal onirico. Di post-rock plumbeo ed apocalittico. Di shoegaze metal vorticoso. Si parte dal post-rock più etereo e leggiadro dei Red Sparowes, dei God Is An Austronaut, dei Mono e degli Explosions In The Sky. Cotanto carico di avvolgente intimismo e atmosfera viene poi centrifugato dai Nostri in un turbine metallico vorticosissimo, fatto di black metal, alternative metal vellutato e progressive rock fluidissimo, a formare una formula surreale, intuitiva e alquanto inaudita di black-prog metal oscuro, ambiguo e fottutamente melodico. In certi frangenti vengono in mente i Mastodon di “Crack The Skye” (“City”, “Lightbearer”), in altri momenti vengono in mente gli ultimi, sontuosissimi Enslaved ed il loro lussuoso progressive annerito (“Lys Milda Ljos”, “Strange Air”), e in altri momenti ancora vengono evocati addirittura gli A Perfect Circle più scuri e scontrosi (“Moonshine”, “Steinrunninn Skogur”). Lo splendido cantato in islandese (sapientemente punteggiato di intermezzi spoken word in inglese), costantemente intervallato da urla lancinanti, non fa altro che aumentare l’immane carico di ambiguità e finissima oscurità artistica di un lavoro che offre davvero pochi punti fermi ma che trova veramente sempre il modo di rapire i nostri sensi e portarci via in un sontuosissimo e vorticoso uragano di suoni, tanto familiari e avvolgenti quanto ambigui, sfuggenti e amalgamati in maniera del tutto surreale e inaudita. L’ascolto è stra-consigliato se non altro perchè alla formula stilistica davvero di rara originalità e intraprendenza artistica è stato accostato dai Nostri anche un songwriting ispiratissimo e una compattezza nell’esecuzione di ogni singolo brano che mostra una confidenza inscalfibile. Sorpendente.

TRACKLIST

  1. Endgame
  2. Steinrunninn Skógur
  3. Moonshine
  4. Strange Air
  5. Lightbearer
  6. City
  7. Lýs Milda Ljós
  8. Red
  9. Í Gljúfradal
1 commento
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