KORN – Follow The Leader

Pubblicato il 01/08/2017 da
voto
9.0
  • Band: KORN
  • Durata: 01:10:08
  • Disponibile dal: 18/08/1998
  • Etichetta: Epic
  • Distributore: Sony

Seconda metà degli anni ’90: il grunge si è ormai esaurito discograficamente, c’è quindi la necessità di monetizzare su qualche altra nicchia di mercato e andare a coinvolgere quei giovani che non hanno interesse nel pop. In un mercato ‘alternative’ invaso dai Metallica, che hanno stravolto la loro proposta ma che continuano a far mercato a parte, si dimostreranno perfetti i Korn, che vanno a puntare per la prima volta sul vittimismo creato da violenza domestica, bullismo, abuso e sincero disagio che condivide tra loro quella fetta di disadattati, anticonformisti e, termine caro alla band di Bakersfield, ‘freak’. Dopo un debutto sconvolgente e un ritorno significativo ma affrettato, i Korn hanno finalmente un nome e possono approcciarsi al terzo album in studio con un grosso budget: tempo quindi di cambiare le carte in tavola e salutare Ross Robinson – che interverrà comunque come vocal coach – ingaggiando un producer di richiamo come Steve Thompson (“Appetite For Destruction”) e un gigante come Toby Wright (Metallica, Alice In Chains) come ingegnere del suono, per delle sessioni di registrazione assurde ed infarcite di sesso, alcool e stupefacenti. “Follow The Leader” è il disco dell’esplosione commerciale dei Korn e dell’intero movimento nu metal, che ridefinisce le dimensioni del gruppo e getta nello stardom un quintetto decisamente incapace di gestire il successo. Il sound magnifico e ancora contemporaneo, insieme ad una scrittura per l’ultima volta corale – non scrivere più i pezzi insieme ed in contemporanea ha fatto sì che i Korn non fossero più gli stessi dopo i primi tre album, dichiara David Silveira – permettono di sviluppare quei lati della formazione solo abbozzati in “Life Is Peachy”. Ovviamente parliamo dello spiccato lato commerciale di “A.D.I.D.A.S.”, che esplode nell’inno “Freak On A Leash” e trova la perfezione radiofonica nel beat disco di “Got The Life”, singoli che caratterizzeranno per sempre il gruppo e mostreranno la strada per il futuro, con video ricercati che consegnano il pass all’heavy rotation di MTV. Sulla stessa onda, anche se non magnificate da infiniti passaggi televisivi, troviamo “It’s On” e “B.B.K.”. Per la prima volta i Korn riescono ad enfatizzare i ritornelli senza alterare il groove mostruoso, le ritmiche uniche costruite sullo slappato di Fieldy, il funk di Silveira o la pesantezza dei riff: “Dead Bodies Everywhere” e “Pretty” sbattono in faccia l’horror in questo contesto, con un Davis più controllato ma comunque vivido e credibile, forse perché ancora ‘sotto effetto’ e vittima di attacchi di panico. Su “Issues” ed “Untouchables” sarà evidente questa rottura, con JD che prosegue su questa strada e la band che andrà a regolarizzarsi per seguire il suo approccio. Ovviamente non si ricorda “Follow The Leader” per il solo contesto. Per la prima volta in assoluto, e per certi versi anche l’unica visto quanto raccontato poco sopra, il quintetto di Bakersfield riesce a tradurre in chiave heavy e nelle proprie specifiche coordinate quella componente hip-hop west coast minacciosa, in chiave minore ed oscura: sulla sezione ritmica Munky e Head riempiono le strofe dialogando con note sinistre, giocando con effettistica e riverberi emulando i sintetizzatori della leggendaria g-funk era. Nessuno, nemmeno loro stessi, riuscirà a fare lo stesso altrettanto bene. Ad ampliare questo lato crossover, dentro Fred Durst per l’esilarante MC battle di “All In The Family”; dentro Slimkid3 dei The Pharcyde su “Cameltosis”; e, dopo la cover di “Wicked” su “Life Is Peachy”, largo al titanico featuring dell’OG Ice Cube nella memorabile “Children Of The Korn”. Dopo l’appropriazione estetica, i freak realizzano il sogno e lo sbattono in faccia al mondo, dal titolo arrogante alla copertina firmata Todd McFarlane, dalle Ferrari e gli effetti speciali nei video, ed eccoli in un istante diventare trasversali ed ambire ad un successo che va oltre la nicchia, fino a coinvolgere paradossalmente gli stessi bulli che assillano i freak. Da lì in poi saranno sponsorizzazioni, Family Values Tour, Total Request Live e il ‘nu metal’ andrà sulla bocca di tutti. Un classico istantaneo.

TRACKLIST

  1. It's On!
  2. Freak on a Leash
  3. Got the Life
  4. Dead Bodies Everywhere
  5. Children of the Korn (featuring Ice Cube)
  6. B.B.K.
  7. Pretty
  8. All in the Family (featuring Fred Durst)
  9. Reclaim My Place
  10. Justin
  11. Seed
  12. Cameltosis (featuring Tre Hardson)
  13. My Gift to You
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