7.5
- Band: KOSTNATĚNÍ
- Durata: 00:33:42
- Disponibile dal: 07/11/2025
- Etichetta:
- Willowtip Records
Passo dopo passo, il misterioso D.L. continua a costruire la solida discografia dei suoi Kostnatění a suon di metal contaminato e dissonante, che dopo le scosse dei primi lavori, aveva trovato il suo apice creativo nel precedente “Úpal”, uscito un paio di anni fa e contenente alcuni degli episodi più bizzarri ed audaci fino ad allora concepiti.
La folle spirale musicale generata dal giovane musicista americano trova oggi però un suo nuovo, temibile baluardo nelle canzoni di “Přílišnost (Excess)”, che pur basandosi sulle stesse, sbilenche coordinate del passato, continua ad aggiungere ed amalgamare stili ed influenze senza alcuna forma di vergogna o timore.
Le pulsioni jungle/drum’n’bass di “Dokonalé Křišťálové Město (Perfect Crystal City)” del resto parlano chiaro, mostrando ancora lo spirito indomito con cui D.L. si approccia al songwriting, senza mai abbandonare un mood caotico ed instabile che priva di ogni punto di riferimento e scaraventa l’ascoltatore nel delirio (“Křehký Bůh (Fragile God)”).
Ad essere sinceri, l’efficacia di questi primi brani è piuttosto altalenante, e si comincia a trovare un senso compiuto all’opera solamente dalla doppietta successiva “Kostely Byly Mrakodrapy (Churches Were The Skyscrapers)/”Zpět Ke Kmenům (Back To The Tribes)”, dove riemergono quelle radici ancestrali dal sapore orientale che tanto avevano caratterizzato i lavori precedenti, capaci di tracciare un coerente parallelo con la discografia pregressa di questo progetto.
Anche l’inedita importanza data ai sintetizzatori di “Mrtvola Jupitera (Corpse Of Jupiter)” colpisce nel segno, così come gli inaspettati rimandi a certo post-punk (almeno nei suoni) di “Znal Jsem Tě (I Knew You)”, soluzioni vincenti che si mischiano con successo alle architetture impossibili delle parti più contorte.
Grande aggressività viene dispensata poi negli assalti di brani come “Čelist Utlačovatele K Obrubníku (Jaw Of The Oppressor To The Curb)” o “Dále Zvenčí (Further From Outside)”, incentrate su una riscoperta più pura delle radici black e death metal dei Kostnatění, lasciando solo un po’ di amaro in bocca per un finale, dedicato alla titletrack, non all’altezza delle altre tracce.
Pur con qualche offuscamento, la stella creativa di D.L. si mostra anche stavolta brillante e peculiare, una voce fuori dal coro in grado di dimostrare come si possa ancora concepire e registrare della musica dal risultato originale, sopra le righe.
Emerge a tratti una eccessiva foga nel voler inserire influenze e soluzioni eccentriche, ma rimane tuttavia la positiva impressione di calarsi in un labirinto sonico complesso e variegato, adatto certamente a chi cerca ancora innovazione e progresso tra le maglie del metal estremo.
