KRALLICE – Ygg Hurr

Pubblicato il 29/09/2015 da
voto
7.5
  • Band: KRALLICE
  • Durata: 00:35:19
  • Disponibile dal: 21/09/2015
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music

Ascoltando il quinto album dei newyorkesi Krallice ci si pone una domanda. Quanto black metal c’è ancora nel messaggio sonoro del quartetto statunitense e quanto ancora vorranno portare al limite le proprie doti tecniche e compositive al servizio del genere? “Ygg Hurr” è il loro album più complesso, estroso e spigoloso oltre ad essere il più corto di durata. I sei pezzi sono concentrati in poco più di trentacinque minuti di musica ed il black metal degli esordi, per quanto possa essere stato avanguardistico e personale, si percepisce a tratti. Il comun denominatore potrebbe essere la voce che, con varie timbriche pur sempre estreme, è il passato che ritorna. Oppure i blast beat di batteria ancora presenti in fugace apparizione. Il resto, a livello di suono, struttura e concezione è ancora diverso, unico ed esponenzialmente sperimentale rispetto a “Diotima” o all’ultimo “Years Past Matter”. Il quartetto ci presenta un’ opera che travolge l’ascoltatore e lo annichilisce per la grande perizia tecnica che dimostra, per le continue e rocambolesche tempeste sonore disarmonizzanti che cambiano e non durano oltre i due minuti. Si passa dal noise delle chitarre alla Sonic Youth esasperato e reso brutale, al thrash cosmico di “Nothingface” dei Voivod passando per le lugubri atmosfere psichedeliche di Gorguts ed al math-core dei Lightning Bolt più oscuri. Chiaro che i Krallice mantengono le proprie coordinate stilistiche primigenie ma le mutano in un processo di evoluzione e ricerca sonora costante. I blast beat hanno la funzione di essere un accessorio per abbellire parti sbilenche e totalmente fuori da ogni disegno ritmico precostituito. “Idols” posta in apertura, è solo un piccolo assaggio di quello che accadrà in seguito anche se mantiene un’identità tradizionale a quanto fatto in precedenza dai Krallice. Già con la successiva “Wastes Of Ocean” sembra di essere catapultati in una vorticosa e mastodontica orgia di rumore ipnotizzante che progredisce in partiture che accarezzano la dissonanza acida delle chitarre crimsoniane. I continui cambi di tempo non danno tregua e seguono una loro evoluzione armonica e tonale. Non siamo di fronte al copia ed incolla che la maggior parte delle band tecnicamente ipertrofiche e masturbanti il proprio strumento propongono, ma ad una sorta di evoluzione della spigolosità della musica estrema, in questo caso del post balck avanguardistico. Può sembrare strano ma i brani scorrono e le funamobliche perizie tecniche dei quattro musicisti non sono esercizi di stile ma strumenti per generare rumore progressivo che affascina. I Krallice insieme forse ai Liturgy sono i custodi di questo nuovo pensiero musicale. In “Bitter Meditation” le sfuriate matematiche e geometricamente aliene ad ogni pentagramma si chetano un attimo per dare spazio a momenti leggermente più tranquilli ma non meno interessanti e caustici. Resta da dire che “Ygg Hurr” non è un album facile. Non è un album che tutti possono ascoltare, ma non per mancanza di preparazione o cultura musicale. E’ un album elitario perchè bisogna essere predisposti alla follia cacofonica e dodecafonica per comprendere questo piccolo gioiello di musica sperimentale. E la follia non è per tutti. Un album che ha ancora tracce di sinfonie nere e misantropiche ma che guarda all’estremizzazione del concetto di musica nelle tre dimensioni dello spazio e del tempo sperimentando con libertà estrema e viscerale passione, elementi sonici che alla parvenza risultano distanti ed agli opposti. Opposti che si attraggono, collidono e creano nuova musica contemporanea.

TRACKLIST

  1. Idols
  2. Wastes of Ocean
  3. Over Spirit
  4. Tyranny of Thought
  5. Bitter Meditation
  6. Engram
1 commento
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