7.5
- Band: KRIGSGRAV
- Durata: 00:46:14
- Disponibile dal: 23/06/2023
- Etichetta:
- Wise Blood Records
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Band texana ormai piuttosto consolidata nella scena black metal statunitense (e non solo), i Krigsgrav raggiungono forse con questo settimo album il loro punto artistico più interessante. “Fires In The Fall” è infatti un album di buonissima qualità: oltre a essere eseguito e prodotto in modo impeccabile, presenta degli elementi compositivi ispirati, efficaci, decisamente gradevoli per gli ascoltatori avvezzi a certo ‘nuovo’ black metal (quello proveniente dal magistero di Agalloch, Wolves In The Throne Room, Harakiri For The Sky ecc.).
L’assenza di veri e propri frangenti innovativi non fiacca l’album, che si sostiene attraverso una sequenza di brani mai clamorosi ma sempre piacevoli. Ci sono almeno tre momenti da segnalare, che spiccano per qualità. Dall’opener “An Everflowing Vessel” dotata di un riff quasi ‘catchy’ e orecchiabile, passando per la senz’altro derivativa ma assolutamente di forte impatto “Shadowlands”, fino ad arrivare alla conclusiva “Alone With The Setting Sun” che funge un po’ da compendio di tutte le anime e le sonorità presenti nel sound della band. Oltre a questi tre buoni brani, l’album scorre senza mai suscitare noia o la tentazione di interrompere l’ascolto – sebbene non ci siano mai sussulti particolarmente pregevoli di sorta.
Nel novero delle nuove uscite post-black questo è già un grande risultato, dato che troppo spesso ci si ritrova davanti ad album che si limitano a rimestare e rimescolare pattern compositivi strausati da centinaia di altri progetti. I Krigsgrav provano invece a inserire elementi doom (quello più adiacente al black degli Evoken, o quello più melodico di certi primi Anathema, riferimenti evidentissimi in “Journeyman”), arrangiamenti variegati (evidentemente reduci dalle linee più prog degli Enslaved, come in “In Seas Of Perdition”), senza disdegnare un gusto melodico e malinconico che appartiene al blackgaze di qualità (“The Black Oak”, ad esempio, nonostante lo spiacevole senso di ‘già sentito’).
“Fires In The Fall” è dunque un’uscita senza dubbio notevole, quasi un ascolto obbligato per chi frequenta questo genere – ma al contempo poco rilevante se si cerca un album capace di rompere paradigmi: i Krigsgrav sono un’ottima band, ma comunque con una personalità non davvero spiccata.
