KROKODIL – Nachash

Pubblicato il 23/12/2014 da
voto
7.5
  • Band: KROKODIL
  • Durata: 00:46:30
  • Disponibile dal: 10/11/2014
  • Etichetta: Spinefarm
  • Distributore: Universal

Ad arricchire le fila delle nuove metal band di riferimento in UK si aggiunge dal 10 Novembre, senza ombra di dubbio, anche il nome Krokodil. “Nachash” è infatti un debut album coi fiocchi, proveniente dalle sapienti architetture manifatturiere dei due SikTh (il batterista Dan Foord e il bassista James Leach), il cantante dei Canaya, Simon Wright, i chitarristi degli hardcore/punk Hexes (Daniel P. Carter), Gallows (Laurent Barnard), e Cry For Silence (il baffuto e barbuto Alex Venturella, che, da tecnico del suono dei Mastodon e Architect, si mormora essere diventato addirittura il nuovo bassista degli Slipknot). Gente che di macello se ne intende quindi, questo è poco ma sicuro. “Nachash” infatti si apre con delle bordate dirette sulle gengive, condite però con una velata attitudine melodica e sludge che riempe gli arrangiamenti e delle strutture ritmiche progressive che fanno si che si senta un prodotto sopraffino su tutti i livelli: impatto, partiture, struttura, produzione. Caratteristiche mica male per quelle che di solito vengono definite le super-band, molto spesso trovatesi tanto per costruire qualcosa basato solo sul nome dei componenti. E se il singolo d’apertura “Shatter” e “Skin Of The Earth” riescono a non convincere che qua si fa sul serio, aspettiamo “A Life Painted In Copper, But Painted In Gold” e la prestazione di Wright per prostrare i nostri timpani a questo schiaffo sonoro. Un filo di Slipknot si sente tra le righe in molti dei componimenti di “Nachash”, ma soprattutto è il nome Mastodon (quelli di “Remission” e “Blood Mountain”) che giunge monolitico, così come le striature punk ed hardcore di Gallows, e poi Crowbar, Sylosis e il post-metal degli Isis. Fonti a parte, il blend sonoro è miracolosamente convincente. “Porcelain Bones” è uno dei momenti più tirati del lavoro ed è una traccia con cui insegnare a fare questo genere di musica, anche perché unita alla contigua “The Collapse” che invece dondola su momenti più malinconici, semi-acustici e struggenti e si apre nel chorus slipknotiano in tutta la sua rabbia repressa. E dopo la pausa di “Ragnarok” avviene uno dei momenti migliori del disco, “Sun Riders”, collocato al momento giusto dell’album, che riesce a tenere la tensione elevata in un momento tipicamente Isis, aiutato dalle ispiratissime chitarre e dalla voce di Simon Neil dei Biffy Clyro, che si inserisce subdola e sinuosa al tempo stesso nell’apertura del brano. La prima parte dell’abum era stata prettamente schiaffi e pugni, mentre la seconda si affievolisce e si rende più orchestrata, senza far perdere interesse nell’ascolto. E se nella presentazione del progetto si era detto che si trattava fondamentalmente di “barba e riff”, la Spinefarm aveva subito posto come postilla e suggello alla lettera di presentazione il fatto che sul mento imbellettato non si poteva essere sicuri, ma sui riff nessuno avrebbe potuto fiatar critica. Selling point o no, questo è insindacabilmente vero. Speriamo che le barbe crescano ancora più fluenti che mai.

TRACKLIST

  1. Shatter
  2. Skin of the Earth
  3. Dead Man's Path
  4. A Life Lived in Copper, But Painted as Gold
  5. Reptilia Familiar
  6. Porcelain Bones
  7. The Collapse
  8. Sleep Well, Medusa
  9. Ragnarock
  10. Sun Riders
  11. Sobek
  12. Phyllotaxis
1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.