KRYPTAN – Violence, Our Power

Pubblicato il 14/02/2025 da
voto
7.0
  • Band: KRYPTAN
  • Durata: 00:40:31
  • Disponibile dal: 14/02/2025
  • Etichetta:
  • Edged Circle Productions

Periodo intenso per Mattias Norrman e Alexander Högbom, veterani della scena svedese noti per il loro contributo (passato o presente) alla causa di realtà come Dellamorte, Katatonia, Moondark e October Tide.
A neanche due mesi di distanza dall’apprezzato “The Abysmal Womb”, nel quale hanno lasciato confluire la loro passione per certo death metal pregno di ruvidezze e arie doom, i Nostri si ripresentano infatti sul mercato con il debut album dei Kryptan, progetto che ne esplora invece il lato più palpitante e mefistofelico attingendo soprattutto dal repertorio degli idoli di casa Watain.
Musica dal taglio aggressivo, va da sé, ma che come quella confezionata da Erik Danielsson e compagni non sembra particolarmente interessata agli attacchi frontali per cui è diventata celebre la Svezia in campo black metal, prediligendo un approccio più composito e controllato che non teme di ricorrere a tempi medi o a soluzioni vicine alla sfera dell’heavy/thrash anni Ottanta.
L’influsso di album ormai seminali come “Sworn to the Dark” e “Lawless Darkness” è quindi evidente, sia a livello chitarristico che ritmico, con anche le linee vocali di Högbom intente a ricalcare quelle del frontman di Uppsala, e se di primo acchito tutto ciò potrebbe essere visto come un limite di personalità, portando a definire l’insieme un ‘more of the same’ trascurabile, ci pensa prontamente l’esperienza in materia di songwriting di Norrman a fare di questo “Violence, Our Power”, se non un’uscita irripetibile, quantomeno un’opera solida e curata.
La lunga gestazione del disco, arrivato fra noi a quattro anni di distanza dall’EP “Kryptan”, si riflette insomma in un pugno di brani che ricercano e trovano una loro musicalità, con attenzione alla melodia (basti sentire il finale katatonico di “I Hope They Die”), ai ritornelli (spesso infarciti di cori e ‘gang vocals’ sataniche) e allo sviluppo ordinato delle singole parti, il cui succedersi, tra frustate e midtemponi, non dà mai adito a trovate criptiche o poco decifrabili.
Un black/death che non ama complicarsi la vita e che si declina (con risultati più o meno efficaci) in una serie gli anthem da corna al cielo, evitando comunque di assumere pose ruffiane o di imboccare la via della semplificazione e dell’appiattimento; un lavoro onesto, in definitiva, da cui emerge la volontà del duo – affiancato dal batterista Victor Parri (Isole, Valkyria) – di esprimersi su registri più neri e ferali del solito, a loro volta sorretti da un’ispirazione e una competenza degne di questo nome.
Gli amanti delle sonorità descritte, gli stessi che ultimamente potrebbero non essersi lasciati sfuggire il nome degli In Aphelion, prendano nota.

TRACKLIST

  1. The Unheard Plea from Thousands of Broken Hands (intro)
  2. I Hope They Die
  3. Vägen till våld
  4. The Miracle Inside
  5. Purge
  6. Violence, Our Power
  7. Det är döden som krävs
  8. Let Us End This
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.