KUBLAI KHAN – Absolute

Pubblicato il 10/10/2019 da
voto
7.5
  • Band: KUBLAI KHAN
  • Durata: 00:26:15
  • Disponibile dal: 04/10/2019
  • Etichetta: Rise Records
  • Distributore:

Cresciuti a Earth Crisis, Integrity ed Hatebreed nel biberon, i Kublai Khan hanno fatto a spallate nell’underground metalcore statunitense fino al deal con Artery Recordings, dove dopo un debutto interessante (“Balancing Survival and Happiness”, 2014) hanno dato vita al loro manifesto musicale intitolato “New Strength” (2015), che ha cementato il loro sound in maniera definitiva. L’albero genealogico li collega direttamente ai Bury Your Dead: musica orientata al breakdown, riff binari, chitarre ribassate ed istigazione al mosh sono i capisaldi di una formula che con l’assenza dei padri musicali può essere fruita dal pubblico dei nostri giorni.
Comincia tutto con il groove di “Armor of Goddamn”, nella quale i Kublai Khan TX (targa aggiunta al nome per presunti problemi di omonimia) proseguono nella tradizione di tracce introduttive da un minuto che fanno salire l’hype per la reale opener, quella “Boomslang” che gioca su cambi di tempo e componenti di batteria demolite. E’ questo con cui avremo a che fare in dieci tracce secchissime, scarne, concise e dritte al punto, con una produzione che rispetto al passato recente di “Nomad” si fa nettamente meno processata e vicina al suono ‘live’. E’ un attacco consistente ed incessante realizzato con un approccio assolutamente accessibile, che il quartetto riesce a reinventare in continuazione viaggiando a velocità costante, in bilico dove il groove confina con la cacofonia. “Every fucking human is built to self destruct” grida un Matt Honeycutt al picco della sua forma artistica, concentrando in brevi frasi quella rabbia che riesce a trasmetterci allo stomaco, coadiuvato dalla prova maiuscola del socio Isaac Lamb, capace di una pulizia, di una potenza e di una precisione degna del leggendario Vinnie Paul.
Senza sforzarsi troppo sul lato innovazione, i Kublai Khan al loro quarto capitolo in studio capitalizzano sulla propria autenticità e sulla credibilità guadagnata con costanza sul campo, pubblicando un album solido come la pietra che li rende inamovibili nei ranghi dell’hardcore internazionale.

TRACKLIST

  1. Armor of Goddamn
  2. Boomslang
  3. Us & Them
  4. The Truest Love
  5. Self-Destruct
  6. Lower Level
  7. Cloth Ears
  8. High Hopes
  9. Beneath a Crescent
  10. Before It’s Too Late
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