LA DISPUTE – Rooms Of The House

Pubblicato il 22/07/2014 da
voto
8.0
  • Band: LA DISPUTE
  • Durata: 00:41:40
  • Disponibile dal: 21/03/2014
  • Etichetta: Better Living
  • Distributore:

“Rooms Of The House” è il terzo – e ancora una volta incredibile – album dei La Dispute. La band statunitense, dopo aver dato alle stampe due autentici gioielli, era chiamata alla prova del nove col terzo capitolo della loro discografia ed anche questa volta ha centrato in pieno il bersaglio. Prima di iniziare con la disamina di “Rooms Of The House” ci sembra doverosa una premessa: avevamo inserito “Wildlife”, il secondo platter dei Nostri, nella sezione “metal” del nostro portale, mentre per questo disco crediamo che la sezione più attinente sia quella del “Non Solo Metal”, in quanto riteniamo che l’attitudine dei La Dispute sia divenuta più vicina ad una fan base extra metal, magari più indie o alternativa, piuttosto che ad un ascoltatore prettamente metal. Ma la verità è che quando la musica è di ottima qualità, come in questo caso, non ci si dovrebbe mai porre alcun limite di sorta, quindi l’invito che facciamo è sempre quello di aprire il più possibile i propri confini a nuovi territori musicali. Iniziamo col dire che “Rooms Of The House” è un altro capitolo molto introverso, di difficilissima assimilazione e che questa volta crediamo si tratti del lavoro più controllato della loro discografia. Il concept che sta dietro a questo lavoro si ispira, come dice il titolo stesso, alle stanze della casa, una casa dove vengono vissute sia la routine di una famiglia sia la realtà di un amore che giunge al termine. Tutte le canzoni che compongono il platter divengono delle istantanee di situazioni di vita quotidiana vissuta in ogni stanza: dalla cucina alla camera da letto, dalla sala alla cantina, il protagonista passa in rassegna tutti i luoghi dove si sono svolti momenti di vita, salienti e non, di una storia giunta alla fine non senza sofferenze. Ecco quindi che i muri di questa casa prendono vita e iniziano a trasudare emozioni di ogni genere, in un turbine di momenti di intimità e di quotidianità. La vera e indispensabile chiave di lettura per comprendere a fondo questo disco (ma per la verità lo sarebbe anche per i precedenti lavori della band) sono proprio i meravigliosi testi, autentiche poesie che viaggiano sempre di pari passo con l’intensità della musica e con la voce del tormentato e bravissimo Jordan Dreyer, vero e proprio fiore all’occhiello e magnifico interprete di questa band. Rispetto al passato notiamo sia nelle sue vocals che anche nel suo modo di scrivere le liriche un lieve cambiamento: si nota un briciolo di drammaticità di meno rispetto al passato, e questo viaggia in parallelo con l’intensità del suo cantato che non è più solamente urla in balìa di un destino fottutamente ingiusto, bensì qualcosa di più controllato e specifico, se vogliamo. Le sensazioni trasmesse non sono più solo quelle di un animale rabbioso in preda ad un attacco isterico, bensì quelle di un uomo più maturo, rassegnato ad una vita fondamentalmente ingiusta e piena di tormenti al cospetto delle piccole grandi tragedie quotidiane. Tutto questo, come dicevamo, viaggia di pari passo con la musica degli altri strumentisti che, dopo aver abbassato ulteriormente il gain delle chitarre, consegnandoci talvolta un sound che si va ad assestare in territori appunto rock/blues, hanno anche deciso di tenere i BPM sotto una certa soglia, donando alla fine una sensazione di musica appunto “da casa”, nel suo essere controllata ma al contempo vibrante e intensa. Poco altro da aggiungere perché per il resto preferiamo sia la musica a ispirare liberamente ogni ascoltatore nell’interpretazione dei singoli brani. Vi basti sapere che anche questa volta i La Dispute si guadagneranno di diritto un posto nella nostra top ten di fine anno,  con l’ennesimo ottimo lavoro di una band di giovani che sta continuando a sfornare album destinati a diventare dei classici. Ormai non parliamo più di una promessa, ma di una consolidata realtà.

TRACKLIST

  1. HUDSONVILLE MI 1956
  2. First Reactions After Falling Through the Ice
  3. Woman (in mirror)
  4. SCENES FROM HIGHWAYS 1981-2009
  5. For Mayor in Splitsville
  6. 35
  7. Stay Happy There
  8. THE CHILD WE LOST 1963
  9. Woman (reading)
  10. Extraordinary Dinner Party
  11. Objects in Space
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.