LA MORTE VIENE DALLO SPAZIO – Trivial Visions

Pubblicato il 30/03/2021 da
voto
8.0

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Con un nome preso in prestito da una pellicola di fantascienza del 1958, La Morte Viene Dallo Spazio è una formazione italiana capace di soprendere e di trasportare l’ascoltatore in un viaggio allucinato ai confini del cosmo. Difficile inquadrare in maniera netta la proposta del quintetto, che riesce a creare una miscela stratificata, complessa, ma soprattutto credibile nel suo essere coerente con l’estetica e le atmosfere scelte. In “Trivial Visions” si fondono krautrock, psichedelia, certa scuola progressive, viaggi acidi ed interstellari, con un tocco di materia oscura presa dal metallo. Immaginiamo un ipotetico punto di incontro di geometrie non euclidee abitato da Tangerine Dream, Pink Floyd, Black Sabbath ed Hawkwind e inizieremmo ad avere un’ipotetica mappa stellare per andare ad individuare la collocazione sonora di La Morte Viene Dallo Spazio.
La band raccoglie tutte queste influenze e le modella in un flusso sonoro affascinante, che indulge spesso nella forma dello strumentale, lasciando alla voce giusto qualche intervento. Spesso è la sezione ritmica a dare la direzione: il basso, in particolare, ci ha convinto per la sua capacità di farsi protagonista (ad esempio nella splendida “Cursed Invader”), concedendo agli altri strumenti quella libertà necessaria per andare a plasmare un sound stratificato e spettrale, perfetto per descrivere la bellezza terribile e mortale dello spazio interstellare. Per fare questo la band fa uso degli strumenti classici, certo, ma anche di sintetizzatori, effetti, il flauto e, soprattutto, lo strumento fantasma per eccellenza, il theremin. A questo punto il quintetto si lancia in una serie di composizioni dai molteplici colori, ora veloci, ora ipnotiche, perfette per accompagnarci in un viaggio al tempo stesso affascinante e terribile, in un universo inospitale eppure bellissimo. Un’ultima doverosa considerazione per la voce di Melissa Crema: la cantante, occupandosi anche di molte parti strumentali, non compare in ogni canzone, ma utilizza la sua voce, anch’essa effettata, alla stregua di uno strumento, andando a contribuire alla creazione di legami chimici con la trama sonora, senza spiccare rispetto al resto. Una scelta voluta e coerente nell’ottica della band, ma siamo sicuri che possa essere uno di quegli elementi da valorizzare ancora di più in futuro, non necessariamente in termini di quantità quando piuttosto nel rendere questo tratto un ulteriore punto di forza.
Come spesso avviene in situazioni simili, è molto difficile estrapolare dei brani singoli. “Trivial Visions” funziona benissimo nella sua interezza, con ogni canzone ad accentuare un aspetto del sound del gruppo e ad accompagnarci, passo dopo passo, nel viaggio sonoro voluto dalla band. Quello che possiamo dire è che siamo rimasti particolarmente rapiti dalla già citata “Cursed Invader”, ma non da meno sono anche “Oracolo Della Morte” o gli squarci elettrici di “Absolute Abyss”. In un panorama in cui è sempre più difficile trovare una propria personalità ben definita, La Morte Viene Dallo Spazio è una realtà su cui ci sentiamo di puntare senza riserve.

TRACKLIST

  1. Lost Horizon
  2. Trivial Visions
  3. Cursed Invader
  4. Oracolo Della Morte
  5. Ashes
  6. Spectromancer
  7. Absolute Abyss
  8. Altered States
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