LABORED BREATH – Dyspnea

Pubblicato il 05/04/2021 da
voto
7.5
  • Band: LABORED BREATH
  • Durata: 00:36:08
  • Disponibile dal: 02/04/2020
  • Etichetta:
  • Sentient Ruin

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Labored Breath in inglese significa “respiro affannoso”, mentre Dyspnea è un termine medico con il quale viene descritta la famigerata “fame d’aria”: due significati paralleli quindi, spesso concordanti e che si adattano alla musica di questa nuova realtà artistica in maniera aderente e perfetta. La sensazione di allarme e di malessere, infatti, risuona poderosa fin dalle prime successioni di “Hypoesthesia”, brano di apertura che ci presenta il mondo contorto e malato messo in scena dal solitario Jamison Kester, che si occupa in questa situazione di tutte le parti suonate e cantate sul disco. Decisamente tagliente ed ostico, lo stile dell’americano si assesta su di un black metal 2.0 che fa della dissonanza e delle strutture multiple e complesse il suo cavallo di battaglia, riversando nelle sue composizioni una inquietudine tangibile che si concretizza in un metal eccentrico e travolgente, dai pochi appigli e dalle molte correnti interne. La maniera in cui il black metal è stato dissezionato e rielaborato in Islanda nell’ultimo decennio deve aver avuto un impatto sicuramente notevole sul songwriting di JK, che sembra riallacciarsi spesso e volentieri alle medesime suggestioni senza però sfociare mai apertamente in una melodiosità manifesta ed anzi scegliendo spesso e volentieri la via più tribolata e misteriosa delle atmosfere ambient che circondano e contaminano una parte considerevole di questo minaccioso debut album. Anche il lascito inquietante di gente come Blut Aus Nord e Aosoth si fa sentire con decisione col passare dei minuti, sempre però seguendo la scia di queste band in maniera discontinua e molto personale. Come detto, quindi, non è affatto difficile perdersi nei labirinti sonici creati ad arte in queste canzoni, ma, acquisita una certa familiarità col materiale trattato, è semplicemente affascinante notare le macro-strutture di cui “Dyspnea” si compone ed i ritmi a suo modo ciclici con cui è suddiviso, secondo una logica ordinata ed occulta davvero affascinante. L’album parte in quarta, e continua e destabilizzare fino alla parte centrale di “Agnosia”, dove il ritmo rallenta e la tensione si rarefà, fino alla pausa eterea di “Serpent Womb” e il suo breve intermezzo ambient necessario per riordinare momentaneamente le idee. La pacchia dura poco però, perché “Belie” ci scaraventa nuovamente nel centro dell’azione: furiosa e magniloquente, siamo di fronte alla migliore traccia dell’intero lotto e l’ombroso intervento corale di voci infernali rende questa canzone un vero gioiello metal. “Pathogenesis” chiude le danze, andando progressivamente a rallentare e chiudendosi con un altro breve rimando ambient: come si vede quindi il platter segue un andamento per molti versi costante, ragionato, che trova proprio nella stridente unione con un riffing apparentemente incontrollato il suo più grande elemento di interesse. “Dyspnea” è un lavoro difficile, soffocante e astruso, ma allo stesso tempo dannatamente concreto e capace di regalare plurime e profonde sensazioni ascolto dopo ascolto.

TRACKLIST

  1. Hypoesthesia
  2. Agnosia
  3. Serpent Womb
  4. Belie
  5. Pathogenesis
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