LABYRINTHUS NOCTIS – Opting for the Quasi​-​Steady State Cosmology

Pubblicato il 20/06/2018 da
voto
7.5
  • Band: LABYRINTHUS NOCTIS
  • Durata: 01:22:20
  • Disponibile dal: 16/04/2018
  • Etichetta: Vomit Arcanus Productions
  • Distributore:

Streaming:

Quando si dice pochi ma buoni: i Labyrinthus Noctis arrivano al traguardo del terzo album in oltre tre lustri di carriera, ma ancora una volta confermano l’ottima qualità della proposta, supportata in questo “Opting for the Quasi – Steady State Cosmology” da una produzione possente e quasi perfetta, ad opera di Arcanus Incubus, alias il tastierista della band Ark, alias Carlo Meroni, la cui discografia potrebbe riempire diverse righe – e vede per esempio i Mystical Fullmoon in curriculum. Anche il batterista e il chitarrista (Aeb e Moreno) provengono dal combo black metal, a dimostrazione di un’ottima intesa anche in lidi diversi, mentre al basso e alla voce troviamo rispettivamente Angela Panzarella e Ivy, che completano una formazione votata sempre più a esplorare i lidi musicali senza troppi confini. La matrice complessiva è quella avantgarde, con molti elementi goth, specie nell’uso delle tastiere e nella voce principale femminile, ma al tempo stesso abbiamo più di una vena prog e folk che attraversa i brani; talvolta vicini a certe mirabili cose dei Gathering di Anneke (“Cygnus X-1”, “Amborella Trichopoda”), altre volte oscillanti con naturalezza tra passaggi acustici e crescendo eletronici decisamente ben costruiti (“Lament Of Melusine” o “Noctis Labyrinthus”). Gli apici dell’album sono probabilmente, secondo una curva gaussiana, “Linear A” e “Kosmonaut Vladimir Komarov”, i due brani centrali, in cui le esplorazioni spaziali (nel secondo caso anche coerentemente al titolo) si fanno preponderanti, eppure diversissime: più delicata e trasognata la prima, più quadrata e narrativa la seconda. Ma sul finale emergono almeno un altro paio di perle: la lunga “Wings Of Honneamise”, che parte abbstanza canonica per poi portarci verso lo spazio profondo, e la cover di “Padre Davvero”, primo successo discografico di Mia Martini. Inattesa, eppure riuscitissima e decisamente nelle corde della band. Un lavoro sfaccettato, suddiviso in tre capitoli narrativi che vi lasciamo scoprire, e che si fa apprezzare sia per melodie che per ricercatezza tecnica; non manca del resto classe, alla band milanese.

TRACKLIST

  1. Reaching The Last Scattering Surface
  2. Cygnus X-1
  3. Melancholia
  4. Negentropy
  5. Lament Of Melusine
  6. Linear A
  7. Kosmonaut Vladimir Komarov
  8. Amborella Trichopoda
  9. Noctis Labyrinthus
  10. Hydrocarbon Lakes
  11. Kiss The Scorpion, Or The Ballad Of Lilith And Mars
  12. Wings Of Honneamise
  13. Padre Davvero
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.