L’ACÉPHALE – L’Acéphale

Pubblicato il 23/04/2019 da
voto
8.0
  • Band: L'ACÉPHALE
  • Durata: 01:13:56
  • Disponibile dal: 19/04/2019
  • Etichetta: Eisenwald Tonschmiede
  • Distributore: Audioglobe

Rispetto all’approccio ritualistico, a tratti naïve ma decisamente notevole dei loro primi lavori (soprattutto l’esordio “Malefeasance”), L’Acéphale percorrono con questo album omonimo una strada più organica, ma non per questo meno interessante. “L’Acéphale” è un lavoro in cui ogni brano ha per certi versi una vita a sé, eppure si integra alla perfezione in una narrazione efficace e affascinante. In apertura di lavoro possiamo così trovare sensuali declamazioni in francese, tratte da un poema di Georges Bataille, mentre per il resto l’opener “Sovereignty” alterna riff ariosi a momenti acustici, in cui per la dimensione lirica si sceglie l’uso evocativo e maligno del tedesco, prima di una progressione pomposa e atmosferica. A seguire, “In Gloria In Excelsis Mihi” rallenta subito il potenziale assalto black percorrendo la strada di un brano acustico e ossessivo su cui la bella voce di Geneviève Beaulieu torna nuovamente a illanguidirci con il suo francese, e un brano speculare si rileva poco più avanti “Hark! The Battlecry Is Ringing”: una marcia epica in cui di ‘metal’ c’è in apparenza solo una chitarra lenta e parossistica, sufficiente però per evocare il vento sui campi di battaglia, e soprattutto lo spirito di Quorthon e dei suoi Bathory. Interessante e rilevante la presenza in fase compositiva di Kody Keyworth, che pur non partecipando alle registrazioni lascia permeare molto dei paesaggi sonori dei Wolves In The Throne Room (band di cui è ormai membro fisso) nei due brani interessati, “Runenberg” e “Winternacht”; nel primo caso con l’uso del tremolo picking sfrenato e il ritorno di momenti acustici, mentre il brano conclusivo è un’ambiziosa spirale in cui si concatenano sensazioni e movimenti diversissimi tra loro, a tratti quasi Cascadian, con un cantato che alterna momenti aspri e aggressivi ad altri più teatrali. Una piccola, grande suite che ci avvolge per quasi venti minuti, un film dentro il film complessivo rappresentato da questo lavoro cangiante e affascinante. La cui grande forza è proprio quella di coniugare movimenti diversi, senza confini definiti, tenendo però tutto sotto controllo, senza sfociare in un avant-garde senza costrutto; impresa non facile con una durata complessiva impegnativa come questa. Come dicevamo in apertura, l’atrocità degli inizi rimane unica e insuperata, anche se per esempio la cupa “Sleep”, nel suo equilibrio tra perversione noise e ritmiche doom, riporta alla mente il loro approccio primevo: ma comunque sia ben venga che il monstrum noto come L’Acéphale abbia superato quell’urgenza e quella freschezza a tratti ingenue: perché ancora una volta Set Sothis Nox La e soci colpiscono davvero nel segno.

TRACKLIST

  1. Sovereignty
  2. In Gloria In Excelsis Mihi
  3. Runenberg
  4. Hark! The Battlecry Is Ringing
  5. Last Will
  6. Sleep
  7. Winternacht
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