LACERATION – Remnants

Pubblicato il 03/02/2019 da
voto
6.0
  • Band: LACERATION
  • Durata: 00:52:47
  • Disponibile dal: 08/02/2019
  • Etichetta: Unspeakable Axe Records
  • Distributore:

Nell’anno che dovrebbe portare al primo album, per i californiani Laceration arriva una compilation riepilogativa di una parte del materiale rilasciato finora. La band nasce nel 2006 e prosegue la sua attività senza squilli di tromba fino al 2013, quando entra in letargo a tempo indeterminato, prima di riaccendere i motori nel 2018 con una line-up rinnovata e idee fresche da proporre. Prima, però, il gruppo ha voluto dare una nuova chance alla discografia precedente, che non ha di certo goduto di distribuzione e promozione capillari all’epoca della prima uscita. In “Remnants” possiamo ascoltare il primo EP, “Consuming Reality” (2009), il demo del 2010 “Realms Of Unconscious”, infine lo split con i Tinnitus del 2013. A dire il vero, l’ordine cronologico non viene minimamente rispettato e partiamo allora con le tre canzoni comprese nel demo. Sono sicuramente gli episodi di maggior valore, per qualità di registrazione, idee e prestazione. Il quartetto rivisita con perizia sonorità old-school molto americane, dilettandosi con un death metal cavernoso e guizzante, principalmente incentrato su trame furibonde accostabili a quelle dei Death dei primi due dischi e agli Obituary, nel periodo “Slowly We Rot”-“Cause Of Death”.
Al confronto degli importanti termini di paragone, i Laceration prediligono un approccio più orientato al thrash, con ritmiche arrembanti e dirette a spadroneggiare. Le grevi atmosfere miasmatiche delle prime forme di death metal sono però onnipresenti, le prolungate melodie soliste riecheggiano del gusto tipico del vecchio death floridiano, cambi di tempo e ritmiche di chitarre rimandano a quell’epoca pioneristica con spirito filologico e un pizzico di inventiva. La lunghezza media dei brani si giustifica con un songwriting che, seppur improntato sulla linearità, prevede apprezzabili variazioni di riff e di ritmi, offrendo una serie di stacchi ammorbanti e carichi di tensione che si fanno ascoltare volentieri. Stranamente più scarno e selvaggio, meno rifinito, quanto arriva dallo split; l’impronta stilistica e il taglio solista sono simili, il riffing si semplifica a favore di una sporcizia quasi crust/punk, le vocals perdono la strozzatura ‘alla Schuldiner’ e sebbene gli assoli portino un tocco di nobiltà, il clima generale è abbastanza rozzo, anche per colpa di una registrazione frettolosa.
L’imbarbarimento prosegue con le tracce dell’EP, dove risalta l’urgenza comunicativa e le strutture si riducono all’essenziale. In questo caso sono più evidenti le influenze thrash, fra Possessed e scena tedesca, con qualche rimando agli Slayer. Il lavoro di batteria è monocorde e non va a dare alcuna spinta aggiuntiva; tutto molto scolastico, ‘operaio’ se ci passate il termine. Si sente insomma che sono canzoni di chi è ancora alla ricerca di un’identità e gioca sul sicuro, compensando con la foga i limiti tecnici e compositivi. La raccolta in sé è solo gradevole, con limiti di produzione che per fortuna non diventano mai insormontabili: per quel che riguarda possibili previsioni sul valore del primo full-length dei Laceration, se dovessero seguire il filone del demo “Realms Of Unsconscious”, potremmo godere di una pubblicazione al livello dei primi due album dei Rude. In caso contrario, saremmo in presenza di un disco solo passabile e destinato a sparire presto dai radar.

TRACKLIST

  1. Realms Of The Unconscious
  2. Self Deprivation
  3. Shadows Of Existence
  4. Exhausted In Form
  5. Bred To Consume
  6. Hobo With A Shotgun
  7. Critical Biopsy
  8. Arise Within
  9. Taphephobia
  10. Shadows Of Existence
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