LACRIMAS PROFUNDERE – Hope Is Here

Pubblicato il 28/08/2016 da
voto
7.0
  • Band: LACRIMAS PROFUNDERE
  • Durata: 00:45:44
  • Disponibile dal: 17/08/2016
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe

L’estate è una stagione splendida, joie de vivre a profusione, tra sole, mare, piscine, feste, cocktail colorati e discoteche all’aperto. Voi invece siete metallari gotici ed oscuri, state bene per fatti vostri e passate il tempo aspettando la pioggia e mandando maledizioni al tamarro di turno che passa con l’ultimo tormentone rap al massimo volume? Be’, per vostro sollievo sono già passati tre anni da “Antiadore” ed è ora di un nuovo album dei Lacrimas Profundere, che, per scelta voluta o meno, esce come da tradizione in piena estate, portando un poco di gelo nell’anima alla faccia dei trentadue gradi fuori da casa. “Hope Is Here”, primo album dopo il deal con la SPV, segna un nuovo cambio di direzione musicale, l’ennesimo per questa band, mettendo in secondo piano il gothic rock dal forte appeal commerciale che da “Ave End” caratterizza le uscite del gruppo per fare un passo indietro e tornare a quell’ibrido triste ed oscuro che, nella trasformazione radicale da doom metal band di scarso valore a gothic star, poteva apparire come semplice passaggio obbligato. Sì, perché i Lacrimas Profundere A.D. 2016 non sembrano più gli amichetti commerciali di HIM, Entwine, End Of You degli ultimi album e neppure la versione deviata dei The 69 Eyes ascoltata su “Ave End” e “Filthy Notes For Frozen Hearts”, ma virano verso un sound triste e decadente, caratterizzato da atmosfere leggere ma lugubri, da grandi aperture strumentali, come già sentito nel remoto passato su album (allora) di passaggio come “Burning: A Wish” e “Fall, I Will Follow”. Per fare dei dovuti paragoni, anche se con le pinze, ovvio, i Lacrimas Profundere di “Hope Is Here” si portano in territori molto cari a band come Katatonia, Antimatter e soprattutto Novembre, anche molto meno elaborati nelle strutture e nella strumentalità. Brani fluenti, nei quali la sezione ritmica spesso si fonde alla melodia, lasciando il solo Rob Vitacca con il suo crooning suadente e malinconico ad emergere. Certo, qualche episodio a riportare al passato recente lo troviamo, in “A Million Miles” e “My Halo Ground” nel dettaglio, ma sono solo episodi in un album indirizzato decisamente altrove. A livello lirico “Hope Is Here” è un concept, il primo per la band in carriera, ma in proposito non abbiamo molte informazioni. Brani ben scritti e ben suonati, anche senza dimostrazioni palesi di tecnica; dolce la produzione, adatta al sound proposto. Un album che piace, che si lascia ascoltare più volte senza annoiare, un sound nuovo ma di comprovato gradimento, forse una tantum, forse l’inizio di un nuovo corso per la band tedesca.

TRACKLIST

  1. The Worship Of Counting Down
  2. My Halo Ground
  3. Hope Is Here
  4. Aramis
  5. A Million Miles
  6. No Man’s Land
  7. Pageant
  8. You, My North
  9. Awake
  10. The Path Of Broken Homes
  11. Timbre
  12. Black Moon
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