LACRIMOSA – Echos

Pubblicato il 06/02/2003 da
voto
6
  • Band: LACRIMOSA
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2003
  • Distributore: Audioglobe
Streaming non ancora disponibile

Tanto per cambiare, tocca al sottoscritto la patata bollente di inizio anno, che questa volta porta il nome del nuovo album dei Lacrimosa, targato Nuclear Blast. Non vi nascondo affatto di non aver mai nutrito eccessiva benevolenza nei confronti di Herr Tilo Wollf e la sua corazzata gothic che, album dopo album, è riuscita a scalare i vertici e guadagnare le simpatie di quell’audience di confine tra gothic e metal, scalare le vette delle chart tedesche, e soprattutto ricevere ottimi giudizi da parte anche di una critica musicale più ampia e che quindi non corrisponde propriamente alla classica lobby di settore, in cui tutti sono amici di tutti e si decide a tavolino cosa promuovere e cosa bocciare.
In realtà, ciò che ha reso veramente speciale la band svizzera, sono state soprattutto la crescente professionalità, con cui Wollf ed il suo ensamble di musicisti hanno premuto per concretizzare al meglio le proprie capacità, ed in secondo luogo il desiderio di imporsi con un’impronta tangibile nel corso della storia, rifiutandosi di rimanere costretti ed ammanettati ad un filone o l’altro.
E’ così che nasce “Echos”, l’ultimo lavoro di una serie (quasi) perfetta di altrettanti lavori ricchi di emozione, sentimento e dedizione: il primo, se volete, di un nuovo corso che cambierà i connotati dei Lacrimosa, trasformando, e per certi versi restaurando, il percorso stilistico di un musicista che ha deciso di sfidare se stesso, in questa grande partita a scacchi in cui ad essere costantemente sotto scacco sono la credibilità e autenticità acquisite finora.
Si tratta infatti di una produzione ostica, che non lascia intendere alcuna concessione fin dai dodici minuti dello strumentale in apertura e dalle melodie tutt’altro che convenzionali o attribuibili al modello gothic di brani come “Durch Nacht Und Flut” e “Ein Hauch Von Menschlichkeit”; non vi sono, a ben vedere, momenti che potranno trasformare quest’album in un successo commerciale, essendo sostanzialmente un disco di romanze e lieder tedeschi riverniciate e rinverdite (con tutto sommato il giusto equilibrio) dalla presenza di strumenti elettrici. L’intero album si muove su registri rilassati, attraverso atmosfere notturne eppur solo a tratti malinconiche come ci si sarebbe potuti aspettare dai Lacrimosa; ed ad onor del vero, di elementi che possano giustificare la definizione ‘gothic’, ormai, ne rimangono ben pochi nella proposta della band di “Inferno” o del più recente “Elodia”. Possiamo quindi fornire due diversi giudizi per “Echos”, che tengono conto di paramentri decisamente differenti, ma non per questo non compatibili; un primo, riguarda direttamente Tilo Wollf, con il quale non si può fare a meno di complimentarsi per la grande passione e maestria dimostrata nel comporre ed assemblare le parti classiche di “Echos”: il giudizio sull’artista non può che essere positivo, e non si può affatto negare che l’obiettivo di sollevare il peso specifico della propria proposta da alcune ingenuità del passato sia stato raggiunto; un secondo punto di vista, invece, tiene conto dell’orizzonte di attesa del pubblico, ossia di cosa la gente si aspetta e si è sempre aspettata dai Lacrimosa: onestamente non sappiamo, fino a che punto, “Echos” riesca a soddisfare le attese dei suoi potenziali ascoltatori, che non rispondono certo all’identikit dell’ascoltatore di musica classica. Non si tratta soltanto di un album di difficile assimilazione, bensì di una raccolta di musiche in cui non c’è alcuna sensazione di longevità, quasi come se l’album, una volta assunto tutto di fiato, mancasse di punti di riferimento isolati capaci di valorizzare l’intera esperienza e donargli quel tocco di ‘godibilità’ che un disco del genere dovrebbe possedere. In sintesi, si tratta del classico album di ‘confine’ – troppo poco classico per essere sul serio classico, troppo poco gothic per essere veramente gothic – che nella sua disperata ricerca di un punto d’incontro perde di vista l’habitat di sempre, pagandone evidentemente le conseguenze.

TRACKLIST

  1. Kyrie
  2. Durch Nacht Und Flut
  3. Sacrifice
  4. Apart
  5. Ein Hauch Von Menschlichkeit
  6. Eine Nacht In Ewigkeit
  7. Malina
  8. Die Schreie Sind Verstummt
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