LACUNA COIL – Comalies XX

Pubblicato il 13/10/2022 da
voto
7.5
  • Band: LACUNA COIL
  • Durata: 00:47:35
  • Disponibile dal: 14/10/2022
  • Etichetta:
  • Century Media

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Che i Lacuna Coil siano una delle band metal ‘made in Italy’ più famose a qualsiasi latitudine è oggettivamente un dato di fatto, così come che la loro conquista del mondo abbia avuto inizio vent’anni fa con “Comalies”, terzo disco che all’epoca amplificò a dismisura l’hype creato da “In a Reverie” e “Unleashed Memories”.
Stanti queste premesse non stupisce che la band, complice anche il periodo di stallo pandemico, abbia voluto degnamente festeggiare il ventesimo anniversario del suo terzogenito; più coraggiosa la scelta, là dove molti si sarebbero accontentati di una semplice ristampa celebrativa o un remixaggio, di rivisitare completamente il lavoro, prendendosi un rischio che alza la posta in gioco. Se in genere questo tipo di operazioni ci lascia tra l’indifferente e il seccato (pensiamo agli In Flames di “Clayman” giusto per fare un nome, ma gli esempi sarebbero tantissimi), nel caso specifico “Comalies XX” ha invece una sua ragion d’essere nella misura in cui i tre membri principali – Cristina, Andrea e Maki, da sempre la spina dorsale della band – sono ancora presenti, ma nel frattempo hanno compiuto un’evoluzione del proprio stile (dal gotici metal degli esordi ad un modern metal vicino agli ultimi Korn), rendendo questo reboot interessante anche per chi li ha apprezzati da “Delirium” in poi; aggiungiamoci il fatto di aver incluso in tutte le versioni anche il disco originale, ed ecco il quadro di un omaggio con tutti i crismi.
Venendo alle differenze tra le due versioni, la variazione più marcata è – come prevedibile – nel cantato di Andrea Ferro, divenuto più sporco non soltanto per l’utilizzo sporadico del growl, ma anche le linee vocali di Cristina si arricchiscono di nuove sfumature (un esempio su tutti il cantato in italiano della title-track) pur restando ricche di fascino ora come allora. Strumentalmente parlando, invece, canzoni come “Swamped”, “Heaven’s A Lie”, “Daylight Dancer” (la più trasfigurata, insieme a “The Prophet Said”) o “Tight Rope” sono ancora riconoscibili negli arrangiamenti, ma possono vantare un’inedita corazza ritmica, grazie al riffing più heavy di Diego Cavallotti e alla cassa sostenuta di Richard Meiz: la preferenza per l’una o l’altra versione è più una questione di gusti, fermo restando il legame affettivo degli originali, ma come detto non si può certo tacciare la band di oltraggio o di mera copia sbiadita. Interessante anche la scelta di attualizzare gli elementi di contorno – dall’intermezzo acustico di “Aeon” allo spoken word di “Angel’s Punishment”, che riprende i telegiornali ai tempi della prima ondata pandemica – così come l’inserimento di alcuni inserti elettronici più moderni (“Unspoken”). Avete presente quel genere di attori e attrici, bellissimi da giovani, che invecchiando non mostrano i segni del tempo o del chirurgo, ma anzi compensano la freschezza che fu con un fascino più maturo? Ecco, al netto del fatto che il discorso si potrebbe applicare anche ai due cantanti, “Comalies XX” ha esattamente questo appeal: un ulteriore centro per una band che negli ultimi sei, complicatissimi, anni non ha sbagliato un colpo.

TRACKLIST

  1. Swamped XX
  2. Heaven's A Lie XX
  3. Daylight Dancer XX
  4. Humane XX
  5. Self Deception XX
  6. Aeon XX
  7. Tight Rope XX
  8. The Ghost Woman And The Hunter XX
  9. Unspoken XX
  10. Entwined XX
  11. The Prophet Said XX
  12. Angel's Punishment XX
  13. Comalies XX
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