LAKE OF TEARS – Ominous

Pubblicato il 20/02/2021 da
voto
7.5
  • Band: LAKE OF TEARS
  • Durata: 00:44:59
  • Disponibile dal: 19/02/2021
  • Etichetta:
  • AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

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Sono passati dieci anni dall’ultimo full-length dei Lake Of Tears e vogliamo subito togliervi ogni dubbio: se siete tra quelli ancora speranzosi di vedere Daniel Brennare tornare all’ottimo doom degli inizi, mettetevi il cuore in pace, “Ominous” non ha praticamente nulla di metal se non qualche distorsione di chitarra molto heavy e dei rarissimi blast di materia. Ma questo non lo rende certo un brutto disco, anzi. L’opener “At The Destination” ci porta in un dancefloor tipicamente gothic, con qualcosa che ci ricorda i Sisters Of Mercy o i passaggi meno ‘metal’ dei The 69 Eyes. Le due tracce successive, però, riportano ad atmosfere più intimiste e prettamente gotiche (“Lost In A Moment” è un ottimo connubio tra queste sonorità e una certa psichedelica rarefatta). Si procede tra spunti che mescolano qualche reminiscenza 90s a passaggi vagamente doom (“Ominous One”) a reminiscenze della darkwave più decadente (“Cosmic Sailor”) fino a toccare quasi un certo alternative rock (“One Without Dreams”). C’è tanto in questo disco e, nonostante un melting pot di generi, non si ha mai l’impressione di qualcosa di artefatto; il buon vecchio Daniel, con la sua voce ed il suo modo di comporre, è il collante di quella che, ormai, è una sua creatura più di quanto lo fosse agli inizi. Lo notiamo nella conclusiva “In Gloom” (purtroppo non presente nella versione in vinile) che veleggia tra Nick Cave e i Pink Floyd e, se i pezzi più ‘catchy’ sembrano inizialmente i migliori, ci accorgiamo come sia l’insieme di tutto “Ominous” a dare una sensazione di cupa malinconia sempre ottimamente temprata da una voce calda e potente. Se siete fan della band, vi verrà facile comprendere come l’essere lontani da quel piccolo capolavoro che era stato “Moons And Mashrooms” o dalle velocità di “Illwill” (che, forse, fu una sorta di passo falso) fosse inevitabile. Dopo dieci anni, infatti, i Nostri sembrano essersi presi le misure, aver riflettuto sulla loro maturazione musicale e, pur non rinnegando nulla del loro passato, fanno il passo avanti che era lecito aspettarsi. Certamente, se amate i Lake Of Tears degli esordi, troverete questa band – dal punto di vista sonoro – lontanissima dai fasti di “Headstones”, ma se avete seguito il percorso musicale di Daniel Brennare, ormai quasi trentennale, pensiamo non resterete delusi da questa nuova dimensione certo più intimista, ma sempre fedele alla particolare versione di gothic del musicista svedese. Per tutti gli altri “Ominous” resta un buon disco, certamente non metal, che potrebbe incuriosirvi su una band troppo spesso dimenticata. Lo stile, lo ripetiamo, è particolare ed è un’evoluzione personale che, se continua il percorso di un ottimo artista, non eccelle se presa in modo avulso. Aspettiamo i Lake Of Tears al prossimo lavoro per vedere dove li condurrà questo lungo viaggio, sperando di non dover attendere altri dieci anni.

TRACKLIST

  1. At The Destination
  2. In Wait And In Worries
  3. Lost In A Moment
  4. Ominous One
  5. Ominous Too
  6. One Without Dreams
  7. The End Of This World
  8. Cosmic Sailor
  9. In Gloom
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