LAMB OF GOD – Resolution

Pubblicato il 24/01/2012 da
voto
8.0
  • Band: LAMB OF GOD
  • Durata: 00.56.21
  • Disponibile dal: 24/01/2012
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Chi scrive deve ammetterlo: “Wrath”, con le sue sperimentazioni sonore, non ha superato perfettamente la prova del tempo, andando ad abbassare, ascolto dopo ascolto e soprattutto a distanza di anni, il giudizio super-entusiasta immortalato nella recensione nei nostri archivi, stesa, come spesso accade in questi giorni frenetici, solamente dopo pochi ascolti. Vorremmo ridurre di un misero mezzo punto il verdetto finale, per equilibrare perfettamente la scala di valori, ma la memoria degli appassionati e la cache di Google ci leverebbero la maschera in un istante. Ci piacerebbe anche dar risalto, con questa operazione postuma, al magnifico Capitolo Sette (ci piace includere “Burn The Priest” nella conta), che si incasella perfettamente nella discografia dei Lamb Of God, formazione che si conferma ad alti livelli di maturità da oltre una decade. L’atteso “Resolution” ha due pregi fondamentali. Primo: riesce a tornare alle radici violente della band, seppellendo con le venature melodiche tutti gli scetticismi post-“Wrath”, mantenendo il groove che contraddistingue la formazione, schiacciando il pedale sulla velocità e, incredibilmente, mostrando tecnicismi mai sfoggiati in passato. L’iniziale “Straight For The Sun” è strettamente fuorviante, perchè da “Desolation” in avanti il talento delle asce straborda nei riff ‘staccati’ che hanno reso famoso Willie Adler e nei groove assassini di Mark Morton, che sparano spalla a spalla, quasi fossero nell’action movie “Expendables”, con un Chris Adler in formissima, che rispolvera l’adorata 8″ Classics High Bell riconfermandosi uno dei migliori batteristi sulla piazza. “Guilty”, “Cheated”, “Visitation” e “Terminally Unique” confermeranno la nostra tesi non appena si abbatteranno sulle vostre orecchie: questo album è zeppo di chicche che riempiranno i vari “Drum” e “Guitar” magazine. Secondo pregio fondamentale: nella mattanza complessiva, Blythe e soci riescono ad espandere ulteriormente il loro campo d’azione, sperimentando in maniera sottile ed efficace, senza snaturarsi. E’ il caso della breve comparsa di clean vocals in “Insurrection”, nel riff acustico di “Ghost Walking”, della ripresa delle soluzioni di “Wrath” in “The Number Six”, soluzioni che, digerite lentamente, dimostrano in maniera efficace la loro potenzialità. Soprattutto è il caso dell’imponente “King Me”: brano epico, ambizioso, mostruoso e personale, impreziosito dall’utilizzo di voce lirica e orchestra. Il plus definitivo, a parere di chi scrive, è rappresentato dall’eccezionale “To The End”, dove i Lamb Of God indossano il cappello da Cowboy appeso al chiodo dai leggendari Pantera per un monumento al groove e alla storia della band di Dimebag Darrel, per 3’49” con inciso “Pantera legacy”. Niente da ridire: potenza, complessità e varietà fanno di “Resolution” un album da avere, perchè conferma il puro talento compositivo degli sbandati di Richmond “Motherfucking” Virginia. Dopo tutti questi anni non rimane più nulla da dimostrare la sfida più grande rimane il confermarsi su livelli d’eccellenza: per i Lamb Of God la missione è splendidamente compiuta.

TRACKLIST

  1. Straight for the Sun
  2. Desolation
  3. Ghost Walking
  4. Guilty
  5. The Undertow
  6. The Number Six
  7. Barbarosa
  8. Invictus
  9. Cheated
  10. Insurrection
  11. Terminally Unique
  12. To the End
  13. Visitation
  14. King Me
1 commento
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