LANTERN – II: Morphosis

Pubblicato il 03/04/2017 da
voto
7.5
  • Band: LANTERN
  • Durata: 00:41:10
  • Disponibile dal: 17/03/2017
  • Etichetta: Dark Descent
  • Distributore: Audioglobe

Sono musicisti freddi e di poche parole, i Lantern, ma ciò che scaturisce dalle loro voci e dai loro strumenti ha il dono di smuoverci con la stessa forza di una tempesta interiore. Nei quattro anni intercorsi dalla pubblicazione dell’esordio “Below” non si può dire che i Nostri abbiano dato molti segni di vita, centellinando le apparizioni live e guardandosi bene dal produrre split o EP che ne mantenessero attivo il nome, ciò nonostante – a fronte di questo secondo capitolo – risulta evidente come la pausa sia servita a portare una maggiore espressività in seno al duo, oggi più che mai intenzionato a discostarsi dai canoni dell’abusatissimo revival old school e a confezionare qualcosa di poco etichettabile. Fin dal titolo, “II: Morphosis” ci racconta di un disco orientato al cambiamento, al superamento dei propri limiti strutturali, come un organismo pronto a raggiungere un nuovo stadio evolutivo in seguito al distacco dell’esoscheletro, che partendo da suoni e formule consolidati finisce per imbastire una proposta dalla spiccata indole progressiva, alla maniera degli ultimi Execration o dei compianti Morbus Chron. La tracklist, aperta dalle stratificazioni melodiche di “Black Miasma” e chiusa dalle sottili dissonanze di “Lucid Endlessness”, consta di nove brani, ma può sostanzialmente essere vista come un’unica suite, un salto nel buio in cui death, black e thrash di fine anni ’80/inizio anni ’90 si intrecciano e si sovrappongono in un gioco di chiaroscuri che vede trionfare riff e ritmiche ingegnosi, lungi dall’assestarsi su soluzioni ‘standard’ o già sentite. Una batteria fluida e nervosa è la base di partenza per un guitar work amante sia delle spigolosità e dei tagli obliqui che dell’impatto e della melodia, attento a custodire il proprio estro senza che questo ricada in parentesi troppo contorte, con vortici di pura emotività a portare scompiglio all’interno delle trame e a rendere l’ascolto ancora più imprevedibile. L’andamento impulsivo del comparto strumentale è poi affiancato da vocals che prendono le distanze dalle mere definizioni di growling e screaming, assumendo le fattezze di urla sgraziate e ricche di sentimento che fungono da primo tratto distintivo del suono della band, un suono in cui non tutto viene esplicitato, come se il vero significato dell’opera dovesse rimanere imperscrutabile al pubblico. Immergetevi con calma in questo flusso magnetico e preparatevi a quaranta minuti di grandi emozioni.

TRACKLIST

  1. Black Miasma
  2. Sleeper of Hypnagog
  3. Hosting Yellow Fungi
  4. Cleansing of the Air
  5. Necrotic Epiphanies
  6. Transmigration
  7. Virgin Damnation
  8. Morphosis
  9. Lucid Endlessness
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