7.5
- Band: LEAD INJECTOR
- Durata: 00:44:18
- Disponibile dal: 20/02/2026
- Etichetta:
- High Roller Records
Spotify:
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Convincente debutto discografico per i sassoni Lead Injector, che, dopo il demo autoprodotto del 2022 “From the Crypts… of Hell”, fanno uscire il loro primo full-length dal titolo “Witching Attack” per l’etichetta High Roller Records: un prodotto interamente ‘made in Germany’ fin dalle sonorità, perché siamo al cospetto di dieci pezzi di black/speed/thrash metal fortemente legato alla tradizione teutonica di inizio anni Ottanta.
Il concept è quello classico della primordiale scena black/speed/thrash metal della Ruhr e del Baden-Württemberg tra blasfemia, catene, croci rovesciate, borchie, cartuccere, ed un pizzico di temi a sfondo bellico e nucleare che non guastano mai.
Il trio di Dresda è talmente fedele ai principi originali del genere che utilizza anche un face painting rigorosamente nero intorno agli occhi. In pratica, l’obiettivo è far rivivere l’attitudine, musicale e non solo, di gruppi storici come Sodom (da “Witching Metal” a “Obsessed By Cruelty”), Kreator (i primi due demo come Tormentor, più “Endless Pain”) e Destruction (il triennio 1984-1987); insomma, il periodo iniziale dei mostri sacri della scena tedesca durante gli anni della transizione dalle radici speed ereditate dai Venom alle sonorità puramente thrash.
Il retaggio è quindi quello della Germania anni Ottanta, sì, ma non mancano anche i riferimenti al revival speed del XXI secolo, con somiglianze nell’immagine e nel sound ai portabandiera più attuali del genere come Midnight, Nuctemeron e Deathhammer.
A livello musicale, oltre al classico tsunami di cavalcate in d-beat tipiche dello speed metal, ci sono anche passaggi più tendenti al punk, come nella coinvolgente e cadenzata title track, nella successiva “Chains” e nella conclusiva “Nuclear Antichrist”.
La maggioranza dei pezzi è invece impostato su un assalto frontale in pieno stile primissimi Sodom, ma con strutture compositive più ragionate e una pulizia d’esecuzione sicuramente superiore.
Nelle parti veloci, l’accoppiata chitarra-batteria richiama anche il biennio 1986-87 dei Living Death e gli Iron Angel di “Hellish Crossfire”, anche se la voce dei Lead Injector risulta molto più estrema di quelle dei padrini del genere, Thorsten Toto Bergmann e Dirk Schröder, perché i ragazzi di Dresda prediligono un approccio molto simile a quello di Tom Angelripper, con anche passaggi in growling come in “Infinte Force”. Vengono però inseriti qua e là una serie di brevi acuti in falsetto, in grado di riportarci alla mente i classici vocalizzi del primo Tom Araya (prevalentemente in “Chains”).
Massiccio e distorto è anche il suono di basso, un altro chiaro riferimento ad Angelripper, che affiora con prepotenza in “Evil Executioner”, chiaro omaggio ai primissimi Destruction con “Pest Thrash”: tre minuti a tutta velocità in cui spiccano una serie di iper-elaborati intrecci di chitarra in stile Mike Sifringer e una voce ruvida alla Schmier. Non spicca per tecnicismi, ma fa il suo, la batteria, che si basa su un’impalcatura semplice e di impatto, in cui la doppia cassa è poco utilizzata, mentre non viene disdegnato l’uso di lunghe rullate sui tom in piena scuola Witchhunter/Ventor.
Un po’ pacchiana e dozzinale la copertina, mentre il logo sembra più death rock che speed metal, ma comunque non risulta del tutto alieno rispetto al resto del pacchetto. “Witching Attack” è un disco che non fa sicuramente gridare al miracolo, ma è senza dubbio un lavoro coerente con il suo intento di partenza: catapultare l’ascoltatore nella scena metal tedesca di inizio anni Ottanta.
Un risultato non scontato: eppure, i Lead Injector raggiungono il loro obiettivo senza esitazioni, perché non cadono mai nella trappola di farsi tentare da raffinatezze o contaminazioni proprie di una produzione datata 2025, riuscendo invece a mantenere un sound il più possibile fedele a quello delle origini.
Se siete amanti delle sonorità amarcord e senza compromessi, i Lead Injector fanno sicuramente al caso vostro; se cercate originalità, statene alla larga!
