LEADEN TEARS – Nobody’s Innocent

Pubblicato il 27/02/2022 da
voto
5.0
  • Band: LEADEN TEARS
  • Durata: 00:42:43
  • Disponibile dal: 31/01/2022

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Dispiace sempre dover constatare la cattiva riuscita di un album d’esordio – in questo caso frutto del lavoro di una giovane band italiana, alle prese con un symphonic metal di stampo classico, teoricamente vicino a qualcosa dei primi Nightwish, ai Sirenia, ad alcune cose dei primi Within Tempation, e ai conterranei Theatres Des Vampires o Mandragora Scream.
Purtroppo questo “Nobody’s Innocent” è fiaccato da numerosi difetti. Alcuni superficiali: la produzione troppo dozzinale e in grado di svuotare i brani da ogni possibilità d’impatto (addirittura fitta di veri e propri errori tecnici, come i suoni dei piatti ‘pitchati’ in certi brani, o improvvisi sfasamenti di volume, chiaramente non voluti); l’esecuzione dei singoli elementi, che specialmente nel comparto voci sembra tecnicamente troppo debole (quasi sconcertante la prestazione in brani come “The Revenger”); l’assenza di almeno un brano in grado di catalizzare l’attenzione di chi ascolta. Ma ci sono anche questioni più sottili, che innervano lo status attuale di questo progetto musicale: la totale mancanza di un’idea originale, con riff oltremodo inefficaci (la disarmante opener “The Siren Song” o la quasi fastidiosa “Innocence Lost”) e un lavoro tastieristico mai adeguato a un genere come quello proposto (chiarissimo sin da “Beloved”, o nei tentativi elettronici di “Freedom”); ma, specialmente, la perenne sensazione di ascoltare un album troppo amatoriale (anche il font scelto per il titolo in copertina restituisce questo sentore), con arrangiamenti caotici, linee vocali dispersive, suoni pasticciati.
Un peccato, perché non è mai bello non essere in grado di rintracciare nulla di davvero positivo in un lavoro che, evidentemente, è cresciuto all’interno della band nel corso di molti anni (il progetto è attivo sin dal 2013). In questa sede non si vogliono (e non si devono) dare consigli, però si può tentare una segnalazione: puntare, in futuro, su una genuina semplicità sarà senz’altro una strada migliore di quella attuale. Ad esempio, una canzone come la semi-ballad “Moon” (se eseguita e prodotta meglio) potrebbe avere motivo di essere apprezzata da qualche fan del genere: perché più ‘vera’, mai inutilmente esuberante, mai vuotamente derivativa o posticcia.
Chi scrive spera che i Leaden Tears possano fare a breve realizzare un nuovo lavoro, che smentica totalmente le sensazioni provate ascoltando questo debutto troppo acerbo.

TRACKLIST

  1. The Siren Song
  2. Beloved
  3. Space
  4. The Blame Game
  5. The Revenger
  6. Freedom
  7. Wolf-Man
  8. Moon
  9. Innocence Lost
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