LEAGUE OF DISTORTION – League Of Distortion

Pubblicato il 22/11/2022 da
voto
6.5

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Dal calderone del metal teutonico sono spesso usciti artisti di buon livello: i League Of Distortion, la compagine capeggiata da Anna Brunner (Exit Eden) e Jim Müller (Kissin’ Dynamite), sono tra questi, e ci regalano l’omonimo “League of Distortion”, un interessante album di esordio.
Inquadrare la prima fatica discografica del gruppo non è facile, come non è facile dare loro una chiara etichetta. Le influenze sono tante e la band tedesca spazia dal metal sinfonico puro, condito con elementi di elettronica, a sonorità più minimali, vicine al mondo industrial. Il collante dell’intera opera è, senza dubbio, la voce della Brunner, versatile e capace di passare da puliti caldi e melodici a parti aggressive e raschiate in pieno stile Arch Enemy.
Il full-length di dieci tracce contiene diverse perle degne di nota ed apre con “Wolf Or Lamb”, un pezzo diretto e incisivo, cucinato con ingredienti semplici ma sfiziosi: chitarre pesanti, una batteria martellante, synth di contorno e un ritornello che rimane in testa e accompagna l’ascoltatore. Impressionante è il cambio di stile in “It Hurts So Good”, altro brano di impatto che rivela la vena più industrial dei League Of Distortion con un intro che ricorda, nelle sonorità e nello stile vocale, i tempi d’oro di Marilyn Manson. Molto apprezzata anche la collaborazione con gli Annisokay, il cui stile canoro è perfettamente complementare a quello della Brunner. Nota di merito anche per “The Bitter End”, uno dei migliori ritornelli dell’album, in cui la frontwoman si abbandona in un cantato appassionato ed espressivo, adagiato su tastiere potenti ed epiche in puro stile symphonic metal. Non c’è dubbio, “League of Distortion” è un album poliedrico in cui diverse influenze musicali sono sapientemente mescolate: questo è l’aspetto che maggiormente contraddistingue l’opera e porta una ventata di freschezza in un genere spesso percepito come stantio, oltre che essere una mossa commercialmente azzeccata e in grado di raggiungere il maggior numero di ascoltatori.
Dal punto di vista della composizione musicale, l’album convince e mantiene un buono standard, specialmente per una band neoformata come i League Of Distortion. Standard che, sfortunatamente, viene abbassato dai testi, spesso banali e a volte privi di significato alcuno; “I’m A Bitch” ne è forse l’esempio più eclatante e mostra come l’attenzione posta nella composizione delle strutture melodiche non sia stata equamente distribuita su tutti gli aspetti dell’album. Una seconda pecca stilistica sta nella durata dei brani, tanto che in alcuni casi si ha l’impressione che la canzone finisca troppo presto, quasi fosse tagliata a misura di demo. Alcune idee si sarebbero potute sviluppare di più introducendo variazioni nei ritornelli oppure, banalmente, dando spazio a soli strumentali.
“League of Distortion” è un album complessivamente solido e ben realizzato, con un paio di pecche che non minano poi troppo il risultato finale. In casi come questo è importante contestualizzare l’opera e assaporarla come il prodotto di un gruppo esordiente in piena fase di formazione. Alcune note acerbe non possono essere ignorate ma con un antipasto del genere, siamo curiosi di provare le portate principali.

TRACKLIST

  1. Wolf Or Lamb
  2. My Revenge
  3. It Hurts So Good
  4. L.O.D.
  5. I'm A Bitch
  6. Rebel By Choice
  7. Solitary Confinement
  8. SIN
  9. The Bitter End
  10. Do You Really Think I Fuckin' Care
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