LEAVES’ EYES – Sign of the Dragonhead

Pubblicato il 24/01/2018 da
voto
6.5
  • Band: LEAVES' EYES
  • Durata: 00:45:07
  • Disponibile dal: 12/01/2017
  • Etichetta: AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Non è un compito facile parlare di questo particolare album, per il quale non si può certo dire che non ci fosse una discreta attesa, dettata principalmente dalla curiosità e dallo spirito critico di tutti coloro che ancora oggi risultano increduli al pensiero delle vicissitudini a dir poco grottesche che hanno visto recentemente protagonisti Krull e compagnia briscola. Negli ultimi due anni infatti, sulla nota symphonic metal band di Ludwigsburg, se ne sono lette e sentite letteralmente di cotte e di crude, tanto da arrivare a sfociare più volte nel melodrammatico (per non dire nel gossip): l’uscita della iconica vocalist Liv Kristine dalla band, le accuse reciproche tra lei e i suoi ex compagni (nonché il suo ex marito), il rapporto da molti ritenuto eccessivo tra lei e il suo psicoterapista e altre vicende che preferiamo non citare, per andare piuttosto a concentrarci sull’album. Partendo dal presupposto che la carriera dei Leaves’ Eyes non è esattamente da annoverare tra le più lodevoli a livello di continuità, considerando la loro sempre più evidente deriva verso certe sonorità e certe tematiche decisamente più in voga rispetto ai primi lavori, nonché l’origine stessa del loro nome, dedicato a suo tempo proprio alla biondissima ex cantante, sostituita dopo ben tredici anni dalla discretamente talentuosa, seppur decisamente più anonima, Elina Siirala; il timbro di quest’ultima ricorda abbastanza quello della bella Simone Simons degli Epica e di diverse altre colleghe di fama inferiore, e tutto sommato si adatta abbastanza bene al ruolo affidatole, anche se si sente decisamente la mancanza dello stile meno inflazionato e banale utilizzato da chi l’ha preceduta. Il disco in sé è in linea con le ultime produzioni del quintetto teutonico: una produzione piuttosto pomposa ad opera dello stesso Alexander Krull, un artwork e delle tematiche principalmente orientate sui vichinghi e la mitologia norrena, riconducibili più a band come Amon Amarth, Ensiferum, eccetera. Il tutto ad accompagnare undici tracce orecchiabili e abbastanza gradevoli, che tuttavia tendono a mancare di personalità e di impatto, sfoggiando piuttosto diversi arricchimenti e soluzioni artificiali che non bastano certo a risollevare una tracklist che, una volta ascoltata nella sua interezza, non invoglia particolarmente l’ascoltatore a schiacciare nuovamente il pulsante ‘play’. Sicuramente alcuni brani riescono a risultare evocativi e ad entrare in testa con facilità, come la iniziale titletrack, la energica “Shadows in the Night” o la conclusiva “Waves of Euphoria”; citiamo anche la divertente “Riders on the Wind”, che tuttavia sembra più una canzone adatta a un recente film d’animazione della Disney, piuttosto che a una metal band, così come gran parte delle tracce dell’album d’altronde, il che a parere di chi vi scrive non è esattamente un punto a favore, ma son gusti. Detto questo chiudiamo facendo presente che del potenziale l’album ce l’ha, di fatti supera tranquillamente la sufficienza, ma siamo ben lontani da un lavoro davvero degno di nota e, anzi, ci chiediamo che senso abbiano i Leaves’ Eyes ora come ora, in un panorama che ogni anno propone tanta roba inutile, ma anche alcune perle di valore che nulla hanno a che spartire con questo “Sign of the Dragonhead”, che si classifica come l’ennesimo album di metal sinfonico gradevole e nulla di più.

TRACKLIST

  1. Sign of the Dragonhead
  2. Across the Sea
  3. Like a Mountain
  4. Jomsborg
  5. Volva
  6. Riders on the Wind
  7. Fairer Than the Sun
  8. Shadows in the Night
  9. Rulers of Wind and Waves
  10. Fires in the North
  11. Waves of Euphoria
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