LEAVES’ EYES – Vinland Saga

Pubblicato il 08/06/2005 da
voto
7.5
  • Band: LEAVES' EYES
  • Durata: 00:45:40
  • Disponibile dal: 30/05/2005
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

È passato poco meno di un anno dall’uscita di “Lovelorn”, full-length d’esordio della formazione capitanata dalla celebre Liv Kristine Espenaes, orfana di quei Theatre Of Tragedy con i quali aveva ottenuto la consacrazione artistica. La storica gothic band l’aveva estromessa senza troppi scrupoli, non fornendo che telegrafiche e confuse spiegazioni. Ma la bionda singer ha tirato fuori le unghie e ha dimostrato, con il sorriso, di non avere nessuna intenzione di scomparire dalla scena. Dunque, tra il matrimonio con il suo Alex Krull e la maternità del piccolo Leon, Liv ha trovato il tempo di fondare un suo progetto, coadiuvata da tutti i membri degli Atrocity, consorte compreso. Alla rinascita artistica, Liv ha saputo coniugare la realizzazione nel privato, coronando entrambe con una massiccia attività live su tutti i maggiori palchi europei e con un acclamatissimo tour invernale, “di spalla” agli inseparabili Atrocity. Probabilmente l’atmosfera familiare di cui ora gode la singer nei Leaves’ Eyes ha influenzato positivamente la sua ispirazione, tant’è che il successore di “Lovelorn” – accolto ovunque con entusiasmo – è già realtà. Questo “Vinland Saga”, ultimato a così poca distanza dal precedente album, testimonia l’ottimo periodo creativo che accomuna Liv e il bassista Chris Lukhaup, ovvero i principali compositori della band. I due, evidentemente, si sentono molto prolifici e il risultato è un lavoro che fuga ogni, pur lecito, dubbio qualitativo negativo. Oggi troppe band celebri, pur di essere presenti sul mercato con costanza, non esitano a pubblicare almeno un disco all’anno, magari mediocre e artisticamente poco meditato. Fortunatamente, “Vinland Saga” non ha nessuna parentela con questa tendenza ipocritamente diffusa. Nelle dodici canzoni che lo compongono si percepisce la genuina volontà dei Leaves’ Eyes di migliorare, di giungere sempre a un prodotto personale e curato, nel rispetto dell’ascoltatore. Le fasi della lavorazione che hanno portato a “Vinland Saga” si sono svolte nei Mastersound Studios di Stoccarda, regno di mister Krull e teatro della realizzazione impeccabile del predecessore “Lovelorn”. Chi aveva acquistato il debut, si era probabilmente reso conto di quanto l’approccio puramente metal degli Atrocity fosse stato stemperato da elementi più rock, di quanto lo stile vocale propriamente gothic-lirico della singer fosse stato movimentato da incursioni nel pop. Questa commistione di stili, che donava un’inedita freschezza all’insieme contribuendo a connotare atmosfere avvolgenti – talora violente – tuttavia pervase di leggerezza, si è confermata la vera e propria cifra stilistica della band. La quale ha saputo replicare il suo stile in questo nuovo capitolo, innestando sugli elementi di partenza un inedito respiro epico (funzionale alla storia) e una maggior strutturazione sia delle parti più soft, che di quelle votate all’aggressività. Ne risulta un lavoro musicalmente ricco, che vive di solennità e di melodie intime, di riff heavy e di vocalizzi in gaelico, di passione e misticismo. Nonostante “Vinland Saga” suoni maestoso, impreziosito da strumenti classici e arrangiato quasi come una colonna sonora, riesce a conservare la leggerezza peculiare delle composizioni dei Leaves’ Eyes, si preserva da una bombastic attitude esagerata. Questo grazie alla voce eclettica di Liv, che scivola come seta sulle note, e grazie ai refrain veramente efficaci e mai ridondanti, come già in “Lovelorn”. Il viaggio leggendario di Leif Erikson verso Greenland, avvenuto circa nell’anno 1000 a.C. e fonte di una diatriba storica sulla scoperta vichinga dell’America, è il concept su cui si articola “Vinland Saga”. Ma il punto di vista della narrazione è spostato su una donna norvegese, che attende il ritorno dell’amato, marinaio sulla nave di Leif Erikson. Dunque, ci sono natura, misticismo, antenati leggendari e amore… insomma, il 100% dei temi cari a Liv Kristine. La title-track è una vera ouverture epica, cadenzata come il ritmo di una nave che solca le onde, in preda ai venti del nord. Ci trasporta immediatamente in un mondo antico e dimenticato, complice la voce di Liv, che da dolce si fa lirica e solenne. La seguente “Farewell Proud Man” e la conclusiva “Ankomst” sono altrettanto maestose, anche grazie all’utilizzo dei cori. In particolare, nel congedo “Ankomst” si riprendono le cadenze epiche dell’inizio, unite al rumore del vento e allo sciacquio delle onde, sui quali Liv dà sfoggio di tutta la sua perizia vocale. L’abusata forma-canzone gothic metal riserva ancora sorprese gradite se composta abilmente. Lo dimostrano in più occasioni la coppia Liv-Alex, le cui voci duettano appassionatamente in “Solemn Sea”, “The Thorn” e “New Found Land”. L’intreccio tra epicità, metal e rock si fa sempre più intenso, arricchito da violini, incursioni folk e aperture di pianoforte. Il tutto è puntualmente contrappuntato dalla splendida voce di Liv, ora dolce, ora lirica… migliorata ancora, se possibile! Accanto a vere e proprie hit come il singolo “Elegy”, “Misseri (Turn Green Meadows Into Grey)” e “Twilight Sun”, nelle quali gli efficacissimi refrain si sposano a chitarre energiche, troviamo anche una controparte più sognante. Infatti non mancano brani semi-acustici dalle armonie affascinanti, come “Leaves’ Eyes”, “Amhrán” e “Mourning Tree”, song in cui la vocalità di Liv raggiunge standard espressivi molto alti, producendosi in un repertorio che spazia dalla lirica al pop, passando per il cantato in gaelico. I Leaves’ Eyes non si sono fatti mancare davvero nulla, “Vinland Saga” fa proprio un bell’effetto. Sicuramente un progetto ambizioso, se non altro per il rischio, connaturato al concept, di perdere originalità e di scrivere musica opaca o stereotipata. Ma i Leaves’ Eyes hanno vinto la scommessa. Con la loro musica sanno trasportarci sul serio nella remota leggenda del viaggio verso Greenland, guidati dalla voce impeccabile ed emozionante di Liv Kristine, vera protagonista, nonché artefice ultima di questo sicuro successo.

TRACKLIST

  1. Vinland Saga
  2. Farewell Proud Man
  3. Elegy
  4. Solemn Sea
  5. Leaves’ Eyes
  6. The Thorn
  7. Misseri ( Turn Green Meadows Into Grey )
  8. Amhrán ( Song Of The Winds )
  9. New Found Land
  10. Mourning Tree
  11. Twilight Sun
  12. Ankomst
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.