7.0
- Band: LECTERN
- Durata: 00:31:00
- Disponibile dal: 08/01/2015
- Etichetta:
- Sliptrick Records
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A fronte delle decine di gruppi plasmati sulle fattezze di Incantation e Dismember che ormai subissano il mercato è lecito chiedersi: che fine hanno fatto i seguaci della gloriosa scena floridiana di primi anni ’90? Possibile che in circolazione non vi sia (quasi) più traccia di musicisti folgorati dalle gesta di Monstrosity, Malevolent Creation e Deicide? Un gap preoccupante, colmato parzialmente dall’uscita di “Fratricidal Concelebration” dei capitolini Lectern, formazione attiva dal lontanissimo 1999 ma che soltanto oggi – grazie al sostegno della piccola Sliptrick Records – riesce a raggiungere il traguardo del debut album. Un’opera di sano e robusto death metal a stelle e strisce, tecnica alla vecchia maniera (priva quindi di inutili onanismi strumentali) e venata da sferraglianti reminescenze slayeriane, prodotta ottimamente da Giuseppe Orlando nei suoi The Other Sound Studios (Stigmhate, The Foreshadowing, Tsubo). Nove tracce di durata medio-breve che ripercorrono in lungo e in largo le soluzioni di pietre miliari quali “Retribution” o “Legion”, frutto di una band piuttosto ispirata e chiaramente cresciuta con certe sonorità, il cui solo obiettivo sembra essere quello di omaggiarle nella maniera più accurata e scrupolosa possibile. Detto che la varietà ritmica non è esattamente il punto forte dei Nostri – con la pressoché totale mancanza di tempi medi per tutti e trenta i minuti del platter – “Fratricidal…” scorre comunque che è un piacere nel lettore, scandito dal growling intelligibile di Fabio Bava (figlio del Glen Benton dei tempi d’oro) e dai riff affilati della coppia d’asce, potendo contare su almeno due-tre “hit” da carneficina sotto al palco. La titletrack, “Falsifier Bribed In Desanctification” e “Deign Of Ceremonier” oscurano tranquillamente il contenuto di un “In The Minds Of Evil”, mentre i restanti brani – senza stupire con chissà quali effetti speciali – centrano agilmente il bersaglio in virtù di un songwriting sempre curato e ficcante, che a conti fatti sancisce la definitiva promozione di questi quattro satanassi. Il classico esordio che lascia ben sperare per il futuro.
