LEECHED – To Dull The Blades Of Your Abuse

Pubblicato il 28/01/2020 da
voto
7.5
  • Band: LEECHED
  • Durata: 00:36:00
  • Disponibile dal: 31/01/2020
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

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I Leeched vomitano addosso. Ci vomitano addosso. Tutto lo schifo del loro mondo, che a tratti combacia e collide con il nostro.
Facilissimo, com’era successo un annetto e mezzo fa per il debutto “You Took The Sun When You Left”, venir tentati dal piazzar giù quattro righe nichiliste e asociali per liquidare la proposta di questo terribile trio di musicisti e delinquenti della misantropia. Ma in realtà la musica dei Leeched è tanto profonda, e scavante nel profondo, da non poter essere descritta sì meramente e superficialmente. Se abitaste da trentacinque anni nella grigiastra Manchester, Inghilterra, UK, e aveste avuto come idoli dell’adolescenza eroi del suburbano inglese quali Napalm Death, Godflesh e primi Carcass, al primissimo suono iperdistorto udibile in questo nuovo “To Dull The Blades Of Your Abuse” verreste ricatapultati indietro al volo in quell’aurea, rumorosa e sferragliante epoca di precursori.
I Leeched si ripresentano sulla scena fumante del metallo imbevuto di industrial, noise, grind, hardcore, crust, sludge e anarco-core con un secondo grido terremotante e abissale, che va a sommarsi all’esordio aumentando le potenzialità malvagie e urticanti di questo brillante e caustico combo. “To Dull The Blades Of Your Abuse” ci insanguina le gengive attraverso una produzione ribassatissima e pesantissima, davvero un macigno che stritola le meningi in una presa ferrigna, innalzando su livelli di guardia sia il groove monolitico delle parti più ‘riflessive’, sia l’infiammabilità improvvisa delle accelerazioni grindcore. Rispetto al suo predecessore, il quale partiva scapicollandosi in una manciata di tracce al fulmicotone, il lavoro sotto esame prepara il terreno più subdolamente e sinuosamente, spaventando gli organi uditivi con un’opener, “The Hound’s Jaw”, atipica, introdotta da un monologo di voce distorta e aliena, da un groove fischiante e rumoroso e solo verso la fine impostata su di un riffone da una tonnellata; segue a ruota “The Grey Tide”, ondeggiante e lento episodio che asfissia in modo inesorabile.
Superati questi due momenti di suspence, il platter ingrana le marce in modo progressivo, sparandoci in vena due capolavori di violenza ‘cripplebastardiana’ quali “I, Flatline” e il singolo “Earth And Ash”, seppur inframezzati dalla più ragionata “Now It Ends”. La successiva “Famine At The Gates” pare scritta da dei Godflesh adrenalinizzati, mentre “Praise Your Blades” è un altro proiettile di precisione in piena faccia. Non si scema d’intensità neanche durante il terzetto finale di brani, nonostante la lunga e conclusiva “Black Sun Ceremony” metta in evidenza la difficoltà dei Leeched nel mantenersi efficaci anche sugli episodi un po’ più dilatati (qui si parla di oltre sei minuti di durata). Poco male, comunque, perché la crescita della band, in questi trentasei minuti di corrosione sonica, è evidente e molto apprezzata. Non che abbiano lasciato completamente al palo il pur valido esordio, ma “To Dull The Blades Of Your Abuse” è più vario, chirurgicamente studiato ed ispirato nei confronti di “You Took The Sun When You Left”, oltre a fare parecchio più male. Del tutto coerente con il concept oscuro e cupissimo che ruota attorno ai Leeched, è azzeccata l’idea di mantenere costante il format dei loro artwork, con logo band e titolo scritti allo stesso modo, nello stesso carattere grafico, lo sfondo completamente nero ed una sola immagine in bianco e nero a differenziare il contenuto lirico del lavoro.
Confidiamo ora in un terzo disco veramente schiacciasassi, perché fin qui questi tre ragazzi hanno fatto e stanno facendo davvero benissimo. Immaginarli ancora più arrabbiati e distruttivi di oggi è difficile, ma le premesse per una totale obliterazione del mondo ci sono tutte.

 

TRACKLIST

  1. The Hound's Jaw
  2. The Grey Tide
  3. I, Flatline
  4. Now It Ends
  5. Earth And Ash
  6. Famine At The Gates
  7. Praise Your Blades
  8. Burn With Me
  9. Let Me Die
  10. Black Sun Ceremony
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