LEGIONEM – Ipse Venena Bibas

Pubblicato il 25/09/2017 da
voto
6.5
  • Band: LEGIONEM
  • Durata: 00:34:17
  • Disponibile dal: 06/08/17
  • Etichetta: Black Widow
  • Distributore: Masterpiece

Scrosciare di pioggia, rintocchi di campane a morto, scarne note di organo, una voce che declama versetti biblici, un bisbigliare inquietante e urla di donna: l’intro “Marco 5,1-20” dice già molto di ciò che ascolteremo. Doom metal vecchia scuola, con forti iniezioni di NWOBHM e una vena horror tutta italiana. La cosa non sorprende, infatti Monk From The Terror Cathedral  e Magister Notte VIII altri non sono che Federico Rocchi e Carlo Castellani, già membri dei Focus Indulgens, interessante progetto doom, tintosi di progressive nell’ultimo lavoro. Tornando a questo debutto, “The Bishop” si rivela un ottimo brano di apertura, trascinante e luciferino quanto basta, con un assolo finale che sa di Candlemass ed Angel Witch. Si prosegue con la cadenzata “Albertus Albertus”, che mostra trame chitarristiche più calde e anni ’70 ma soffre di una struttura un po’ confusa, con il risultato di far perdere mordente al brano. Le cose tornano a migliorare con la successiva “Proculo’s Vial”, nella quale le chitarre mordono a dovere e il ritornello si stampa in testa già dal primo ascolto. L’album prosegue seguendo queste coordinate, atmosfere ora plumbee ora leggermente più scanzonate con qualche inserimento più morbido e arioso (vedi “Rituals In The Catacomb”) in pieno ossequio di ciò che Mr. Tony Iommi ed i Suoi crearono quasi cinquant’anni fa e che molti altri hanno poi sviluppato.  Non ci sono pezzi brutti, ma il songwriting non è impeccabile e proseguendo con l’ascolto si perde in freschezza: i Legionem sono credibilissimi alfieri di un modo di intendere il metal che non prevede certo innovazione, ma a tratti il rischio di sfociare nell’autocitazione è quantomeno sfiorato. Restano comunque una manciata di brani godibili, ritmi trascinanti e alcune idee davvero ben riuscite. Anche il lavoro delle tastiere è interessante (“Black Chain Of Death”… ricorda qualcosa?) e meriterebbe di trovare più spazio in futuro. Non siamo quindi di fronte agli eredi di quel dark sound che in Italia è nato coi Death SS e ha trovato la sua sepolcrale continuazione nel lavoro degli Abysmal Grief (o almeno non ancora) ma vogliamo sperare che la band continui a cercare il proprio personale approccio al metallo sulfureo, maturando e crescendo (sempre incurante dei trend, di questo siamo quasi certi).

TRACKLIST

  1. Marco 5,1-20
  2. The Bishop
  3. Albertus Albertus
  4. Proculo's Vial
  5. Rituals in the Catacomb
  6. A Pentacle
  7. Furcas and the Philosophem
  8. Black Chain of Death
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