LEHMANN – Lehmanized

Pubblicato il 28/06/2014 da
voto
6.5
  • Band: LEHMANN
  • Durata: 00:39:38
  • Disponibile dal: 27/06/2014
  • Etichetta:
  • Massacre Records
  • Distributore: Audioglobe

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Tramite Massacre Records ci arriva questo interessante progetto a base tricolore, fondato in tempi recenti dal musicista, compositore e produttore Mat Lehmann. Musicista di origini italiane nonostante il cognome, Mat inizia la propria carriera musicale a soli undici anni, come violoncellista in varie orchestre della sua zona. Coltivando da tempo la passione per la musica heavy, il Nostro traccia infine la propria strada inizialmente grazie al gruppo Neurasthenia, e poi con il sodalizio con nientemeno che Blaze Bayley, insieme al quale collabora al disco “The King Of Metal” nel doppio ruolo di ingegnere del suono e di bassista live. L’esperienza maturata e il successo raccolto convincono dunque in tempi recenti Lehmann a mettersi alla prova nel per lui inedito ruolo di singer principale, spunto dal quale partono le basi di questo strambo ma, lo ripetiamo, interessante progetto. Curiosamente, non sono le sonorità classicamente thrash dei Neurasthenia o il solido heavy di Blaze le basi su cui Mat costruisce il proprio sound, ma piuttosto un coacervo di progressive, groove e modern metal, in cui il già citato thrash, da sempre nel DNA del Nostro, fa solo da contorno. Un primo assaggio di questa musica così variegata e poco prevedibile ci viene offerta subito dalla opener “Equilibrium”, che stabilisce a grandi linee i confini entro i quali ci muoveremo: l’atmosfera creata dall’elettronica è fredda ed industriale, mentre la chitarra ruggisce con la tipo saturazione del thrash, sottolineata da iniziali synth che infondono un senso di inquietitudine al tutto. La linea vocale non è la migliore dell’album, ma anch’essa è rappresentativa del lavoro effettuato qui dal Nostro: un approccio vagamente melodico che però si appoggia su una base ritmica sempre diversa e quindi varia di continuo, nel tentativo di adattarsi sempre al clima di ogni passaggio. Questo ‘camaleontismo’ a livello compositivo e vocale è in effetti la caratteristica chiave dell’album, che non ci presenta mai un episodio simile al precedente in tutto il disco. Un approccio più diretto ed energetico è quello che caratterizza “The Secret”, più dinamica e rock’n’roll anche se meno ‘pesante’. Il tiro è subito quello giusto e già solo la frenetica sezione strumentale iniziale (c’è pure un blast-beat) tiene stretta la nostra attenzione, fino al bel ritornello, carico di melodia e groove. “Like A Rock” è un episodio un po’ più scialbo, che fatica a trovare il giro giusto per colpire la nostra attenzione, mentre la title-track si rivela più apprezzabile, ammantanta da un velo di curiosa malignità, che emerge sopratutto a livello vocale nello sbilenco ritornello. “Let Me Pray” gira forse un po’ troppo attorno alla già discussa varietà stilistica della band, perdendosi un po’ e risultando prolissa, ma un bel pezzo come “Gemini” rimette le cose a posto, prediligendo immediatezza e tiro. Con i richiami fortemente Rammstein-oriented di “Sunday I’ll be Dead” e con il buonissimo ultra-metal di “Laid So Low”, cui partecipa anche l’amico Blaze Bayley, chiudiamo il sipario su un album corto, ma incredibilmente ricco di input. Ecco, forse non proprio tutti questi ingredienti dimostrano alla fine di stare bene assieme, ma possiamo ben ammettere che il quadro totale è affascinante e sicuramente sufficente. Se si eviteranno in futuro le lungaggini di “Let Me Pray” (noiosa, senza voler essere ingenerosi) e alcuni hook non proprio perfetti (“Like A Rock”) potremmo ascoltare con il prossimo album qualcosa di realmente originale e personale. Per chi non ne può più della ‘solita minestra’… il progetto Lehmann è un’ottima cura!

TRACKLIST

  1. Equilibrium
  2. The Secret
  3. Like A Rock
  4. Lehmanized
  5. Let Me Pray
  6. Gemini
  7. Sunday I’ll Be Dead
  8. Laid So Low
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