LENG TCH’E – The Process Of Elimination

Pubblicato il 08/10/2005 da
voto
7.0
  • Band: LENG TCH'E
  • Durata: 00:36:37
  • Disponibile dal: 22/07/2005
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Self

Razorgrind è un termine che alla maggior parte di voi non dirà niente, o tutt’ al più farà pensare ad un tipo di grindcore particolarmente tagliente ed affilato. Non c’è bisogno invece di spiegarne i lsignificato a coloro che già conoscono i belgi Leng Tch’e, in quanto la loro musica è già piuttosto esplicativa a questo proposito. I belgi, scoperti  a loro tempo dall’etichetta indipendente italiana The Spew Records, sono una creatura di Sven degli Aborted che qui sfoga i suoi istinti più immediati e sanguinari. Firmato un deal per la prestigiosa Relapse, i nostri danno alle stampe questo “The Process Of Elimination”, composto da ventiquattro schegge impazzite a cavallo tra grindcore, crust, hardcore e death metal. Non inventano niente i LengTch’e, ma la proposta è talmente convincente e ben suonata da sembrare quasi innovativa. La parte del leone la fa ovviamente il grindcore, quello degli esordi del genere, quando era ancora considerato una frangia violentissima e deviata dell’hardcore. Brani come “Bobby-Joe’sSlumber Party” o “Don’t Touch My Spandex” sono lì a dimostrare quanto appena detto. Non mancano neppure gli attacchi alla società e al potere tipici dell’hardcore, che viaggiano a braccetto con un sense of humor irrispettoso e dissacrante. Di death metal si può parlare soprattutto  alivello di vocals: il nuovo entrato Boris infatti utilizza maggiormenteil growling rispetto al suo predecessore, dando così un ulteriore strato di lettura alla musica della band. Echi di Extreme Noise Terror e Napalm Death quindi si mischiano insieme a quelli delle new sensation del grind, Nasum su tutti, dando vita ad una devastazione sonora davvero ottima. Le chitarre sono assolutamente crunchy, i ritmi dettati da Sven sono semplici ma sostenuti e dinamici, come nella migliore tradizione grind. Insomma, i Leng Tch’e non si smentiscono e riescono a tirare fuori dal cilindro un altro buon album che però non è ancora quello definitivo: si ha la sensazione che alla band manchi ancora quel quid che serve per sfondare, ma la strada è quella giusta. Buon album, sicuramente non indispensabile, ma assolutamente divertente e trascinante.

TRACKLIST

  1. The Fist Of The Leng Tch'e
  2. Don't Touch My Spandex
  3. Overkill Bill
  4. Another Hit Single
  5. Bobby-Joe's Slumber Party
  6. Remote Controlled
  7. Glamourgirl Concubine
  8. Ingest/Dissent
  9. Schematic
  10. Man's Inhumanity To Man
  11. Motorgrinding
  12. Fat Camp
  13. Icon Resizer
  14. Derisive Conscience
  15. Patriotic Pleasure
  16. The Plastic Motive
  17. Testosterone Collar
  18. Scene Scenery
  19. Clarity Denied
  20. Mediocrity Contest
  21. P.I.M.P.
  22. Reality? TV
  23. Alliance Of Blockheads
  24. Terminal Excess Patient
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