LESBIAN – Hallucinogenesis

Pubblicato il 13/12/2016 da
voto
7.5
  • Band: LESBIAN
  • Durata: 00:45:55
  • Disponibile dal: 26/08/2016
  • Etichetta:
  • Translation Loss

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Tornano a cadenza regolare, dopo tre anni dal precedente “Forestelevision”, gli americani Lesbian, confermando quanto di buono disponibile nel loro enorme repertorio. Con un suono leggermente più pomposo che in passato, i quattro membri storici imbarcano sul loro caleidoscopico carrozzone anche Brad Mowen, ex membro di Burning Witch e The Accüsed tra gli altri, ad occuparsi delle voci e mai il plurale fu più adeguato: per tutta la durata dell’album veniamo bombardati alternativamente da cantati epiche e filtrate, gracchianti assalti al calore bianco, brevi passaggi ricchi di groove – ma non groove metal, che lassù qualcuno ce ne scampi – che ben si aggiungono, appunto, alla ricchezza musicale complessiva. I cambi di tempo e di atmosfera la fanno da padrone, ma la cosa straordinaria di questo poker di brani è la capacità di scorrere quasi senza soluzioni di continuità, nonostante la lunghezza sulla carta estenuante e questa direzione musicale cangiante. L’iniziale “Pyramidal Existinctualism” potrebbe essere serenamente un brano prog scritto dai Mastodon, che i Nostri superano serenamente per genio e lunghezza delle barbe, o un brano sludge composto da Ihsahn; senza toccare nessuno degli eccessi hipster che entrambi i summenzionati riescono spesso a vomitare. “La Brea Borealis” ha un andamento apparentemente più canonico, ma lo sludge rock si tinge di psichedelia grazie al tappeto delle chitarre squillanti in continuo overdrive, capaci nel corso di quasi un quarto d’ora di trasportarvi altrove, sicuramente più verso abissi marini che non cieli stellati: un abisso che diventa cupissimo nella seconda metà del brano, retto dall’eccellente lavoro dietro le pelli di Benjamin Thomas-Kennedy. I Voivod incontrano gli October File, a conferma che gli stati allucinatori, che sicuramente accompagnano i Lesbian in fase di composizione, possono essere trasmessi anche a noi ascoltatori. Se una certa dimensione eterea fa capolino in questo brano, ecco che viene subito spazzata via dall’assalto frontale di “Kosmoceratops”; torna forte la sensazione di richiami sludge d’antan, ben mischiati alla ritmata brutalità degli Amebix, a qualche squarcio alle soglie del black metal, proprio come erano riusciti a inserire anche nei lavori precedenti, senza trascurare preziosi inserti space che stanno come ciliegine sulla torta. Il tutto con una naturalezza compositiva invidiabile. Fino al gran finale di “Aqualibrium”, forse il pezzo più omogeneo del lavoro, seppur con le mille virgolette che questa frase meriterebbe parlando dei Lesbian; eppure qui si avvicinano paradossalmente l’asticella della complessità e quella dell’immediatezza, con una fuga di cupo progressive come sapeva offrirci ai tempi d’oro il geniale Devin Townsend. Forse i due album precedenti, giustamente premiati su queste pagine, avevano una carica di follia e imprevedibilità superiore; ma se cercate ascolti mirabili, capaci di unire mille diverse sfumature sonore senza apparire per un secondo forzati, “Hallucinogenesis” è un acquisto immancabile.

TRACKLIST

  1. Pyramidal Existinctualism
  2. La Brea Borealis
  3. Kosmoceratops
  4. Aqualibrium
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