LESSER GLOW – Ruined

Pubblicato il 20/07/2018 da
voto
7.5
  • Band: LESSER GLOW
  • Durata: 27:50
  • Disponibile dal: 08/06/2018
  • Etichetta: Pelagic Records
  • Distributore:

“Sono finito in un tunnel anni ’90, ascoltando un sacco di roba come Unsane e Failure, e ho sentito come la cruda, palpabile energia e la scrittura dei brani sia sfuggita completamente dalle canzoni heavy di oggi” dice Andrew Nault, leader dei Lesser Glow. Andrew Nault non solo è il principale compositore della band in questione ma anche session drummer del gruppo post-hip-hop elettronico Arms And Sleepers: figura integrata in quel concetto di superamento completo delle barriere di genere che inchiodano le musiche ai loro standard. “Ruined” è infatti un concentrato ruvido e caustico di doom, lento ed incombente, che si mischia con alcune tinte post-metal à la Neurosis inserendosi in uno spirito di musica estrema pienamente in linea con l’offerta contemporanea, soprattutto americana. Quello che rende ancora più sintomatico il modus operandi della band è l’inserimento di quel tassello post-hardcore, fatto di malinconiche aperture, come nel chorus di “Ruined”, che rendono il materiale capace di offrirsi in una potenzialità espressiva ben congeniata e riuscita. I suoni di “Ruined” sono uno degli altri punti a favore di questo lavoro: potenti, aperti, schiacciasassi e in grado di mantenere l’assetto live, altrettanto efficace se si pensa a tutte le compressioni e gli editing che un album come questo può portarsi dietro. “Vacant Throne” e “Empty Eyes” sono dunque un esempio da seguire in questo senso: brani che riprende la scia di certi amici bostoniani Converge, sicuramente rallentati ma non meno efficaci per colpire duro. La voce di Alec Rodriguez (ex Proselyte) sembra essere un elemento di sicuro impatto e di sicuro aspetto fondante un sound specifico, come è quello dei Lesser Glow. Il suo timbro (brutale e deftonesiano) funziona alla perfezione con le tonalità cupe, opprimenti e malinconiche di Ben Gram (ex-Irepress), Seth Botos ((Undersea, Juan Bond)) e il compagno dei Black Elm Scott Conza. La band di Nault, nel corso della mezz’ora scarsa, non concede sconti e presenta in pompa magna un progetto che sembra a dir poco succulento, capace di manipolarsi su quelle tonalità che il post-metal in generale ha aperto nella musica heavy, fatte di botta sonora e di evocazione sentimentale, da pugno di rabbia e di preghiera verso un futuro tanto cupo quanto ancora in grado di riservare una certa dose di speranza. Mettere insieme una manciata di minuti potenti, combinando i nuovi Inter Arma, Pyrron, Pallbearer,  e la compagnia nineties dei Melvins, degli Unsane, dei Failure: tutto sicuramente già sentito, ma combinato in un modo tale da offrirsi in tutta la sua efficacia immediata e profondità di suono.

TRACKLIST

  1. Ruined
  2. Vacant Throne
  3. Tel Meggido
  4. Empty Eyes
  5. Fall On Mortal Decay
  6. Under The Polar Share
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