6.5
- Band: LETZTE INSTANZ
- Durata: 01:05:17
- Disponibile dal: 23/03/2007
- Etichetta:
- Drakkar Records
- Distributore: Audioglobe
I Letzte Instanz, come facilmente intuibile dal monicker, sono un gruppo tedesco formatosi nel 1997, con all’attivo sei album in studio compreso quello che mi accingo a recensire, capaci di riscuotere un discreto successo in madrepatria, ma ancora pressoché sconosciuti nel resto del mondo. Non è semplice d’altronde espandere i propri orizzonti oltre il confine con canzoni cantate rigorosamente in crucco, ci sono riusciti giusto i Rammstein e marginalmente altre band quali Lacrimosa, Crematory o In Extremo per esempio. Proprio i Rammstein sono un’influenza, seppur marginale, che possiamo riscontrare sia nell’opener “Du Und Ich”, che nella successiva “Morgenrot”, grazie a ritmi marziali, strofe scarne ed evocative, ritornelli di presa e una leggera vena electro. Quella che potrebbe sembrare una band derivativa ci smentisce però nel corso del disco aggiungendo, con discreta personalità, ulteriori elementi alle già citate caratteristiche. Tra i sette personaggi che vanno a costituire il gruppo spiccano Benni Cellni e M. Stolz, che si occupano rispettivamente di violoncello e violino, ingredienti salienti che donano al di là della componente sinfonica, differenti colorazioni al sound, che vanno dal viola dark gotico di “Sturmvogel” all’ocra folleggiante di “Komm Nie Zuruck”. Fondamentale l’apporto di Holly D. che, oltre alle backing vocals, prende in consegna le onnipresenti parti di chitarra acustica, raggiungendo l’apice nell’arpeggio iniziale che introduce la bellissima ballata “Monument Der Stille”, mentre il quasi omonimo singer Holly alterna convincenti parti semi-recitate a fredde interpretazioni monocorde. L’Ultima Istanza si dimostra una band interessante, capace di mutare pelle e di scrivere canzoni mature, ascoltare “Maskenball” per credere, che per quanto kitch potrebbe spopolare in molte dark-room. Una durata complessiva esagerata per il genere e una produzione troppo morbida, che relega troppo spesso le ritmiche metalliche in secondo piano: questi i difetti da limare.
