LEVIATHAN – Scar Sighted

Pubblicato il 10/03/2015 da
voto
8.0
  • Band: LEVIATHAN
  • Durata: 01:04:18
  • Disponibile dal: 03/03/2015
  • Etichetta:
  • Profound Lore

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“Every fucking thing that crawls is gonna fucking die”. Con queste inequivocabili parole si apre uno dei comeback più attesi dell’anno. Inchinatevi tutti al cospetto di Wrest e, con umiltà e rassegnazione, lasciate che il suo nuovo “Scar Sighted” vi sfracelli la mente in mille pezzi. Wrest è tornato. Finite le beghe legali, finito il periodo buio e di declino artistico passato a Chicago insieme al tossico più famoso del black metal, Blake Judd, e ai Nachtmystium, Jeff Whitehead si è lasciato tutto alle spalle, si è trasferito a Portland nell’Oregon e negli ultimi mesi, tra tatuaggi e dipinti, ha prodotto alcune delle opere più visionarie e strabilianti mai viste nell’arco della sua carriera artistica, segno inequivocabile che il fervore e la fiamma della sua creatività stanno ardendo di nuovo, più vigorosi che mai. In questa cornice di ritrovata “serenità”, creatività e slancio artistico, non poteva non inserirsi anche un incremento nella qualità del suo output musicale, incremento che è poi divenuto un bolide di violenza e deformità, prendendo forma tramite questo nuovo disco a marchio Leviathan, licenziato ancora una volta dalla Profound Lore. “Scar Sighted” può essere considerato una sorta di disco ponte, un bridging diretto tra il capolavoro pre-”scioglimento”, “Massive Conspiracy Against All Life”, e lo stato di grazia attuale di Wrest. E’ un disco che bypassa lo scoglimento e il passo falso di “True Traitor True Whore” completamente, che fa sembrare quell’era della band irrilevante e come se non fosse mai accaduta. “Scar Sighted” è null’altro che Wrest nuovamente al top della forma e intento ad esplorare un nuovo inizio, nuovi abissi del suo subconscio deviato e completamente andato. Ci sono tanti elementi inediti e mai visti ora nel sound e nello stile del progetto, uno stile che tra l’altro è sempre stato molto contaminato dalle mille influenze musicali di Wrest, che spaziano dal post-punk al math-rock all’industrial. Stavolta il Nostro ha fatto un disco che trasuda melma e immondizia da ogni poro. “Scar Sighted” è un disco lercio e deviato. E’ un lavoro consumato dal degrado e dalla sporcizia. Una sorta di fogna a cielo aperto musicale. Una fossa comune sonora in cui regna incontrastata qualunque nozione deviata e malsana immaginabile. Primo elemento che balza immediatamente all’orecchio sin dalle prime note della rivoltante e immonda opener “The Smoke of Their Torment” è il sound ribassato, downtuned e lercissimo delle chitarre. Segni allarmanti che stavolta Wrest ci ha trascinati in un disco death metal (!!!) sepolcrale, vile e completamente degenerato. In “Scar Sighted” il black metal che ha reso famoso Wrest sembra essere “solo” il collante che tiene unita l’opera, la spina dorsale portante del disco, a cui attaccate però sono tante costole diverse che ramificano in direzioni inaspettate creando in ultima istanza un ventre musicale altamente contaminato e gravido di tante influenze diverse. “The Smoke of Their Torment” ci incatena ad un demone alato che poi spicca il volo e ci trascina in abissi di pazzia inimmaginabili, in inferni sonori inauditi, facendoci fare un viaggo allucinante. Siamo a cavallo tra il death infestato di vermi degli Impetuous Ritual e i Deathspell Omega, in una escalation di violenza inaudita. “Dawn Vibration” ci fa risvegliare in una realtà deforme e sfigurata in cui Grave Upheaval e Burzum si danno il cambio ad oltranza strappazzando l’ascoltore impotente come una bambola di pezza. “Gardens of Coprolite” ci fa rituffare momentanemente nel Leviathan più familiare, quello scorticante e perverso di “Massive Conspiracy…” grazie a composizioni di chitarre dissonanti e aggrovigliate che lacerano l’ascoltatore come uno sciame di lame assassine. “Wicked Fields of Calm” e “Within Thrall” fanno trapelare il gusto di Wrest per il black metal fiero e classico di Dark Funeral e Gorgoroth, ma facendolo annegare in uno stige di cicatrizzazioni crust e repellenti scorie punk che soprattutto nella seconda menzionata arrivano addirittura a citare un d-beat lercissimo e autolesionista. Con “A Veil Is Lifted” il disco cambia di nuovo, muta e degenera in un isolazionismo spaventoso. Le atmosfere si incupiscono ulteriormente e si dilatano, assumendo connotati da allucinatori e da incubo. Se la suddetta traccia può ricordare le psicosi astrattive degli Ævangelist, è la successiva title track a rappresentare l’abisso più profondo del disco, essendo la traccia essenzialmente un singolo movimento di oltre dieci minuti in cui Wrest esplora la sua vile e suicida indole funeral doom, ereggendo un monolite di lentezza soffocante capce di ingoiare tutto come un buco nero. “All Tongues Forward” è uno dei pezzi più “classici” del disco, un rigurgito indisponente di black metal ancestrale che ci ricorda in maniera inequivocabile il Wrest che scoprimmo oltre dieci anni fa con “The Tenth Sublevel of Suicide”. Chiude l’opera la sfigurante “Aphōnos”, il “solito” manicomio musicale di Wrest, una di quelle tracce capaci ci convogliare tutte le perversioni musicali e focalizzarle in solo punto generando nella mente dell’ascoltatore immagini immonde, blasfeme e inguardabili, scenari di tortura e carne viva che brucia tra le fiamme del più perverso degli inferni. Ambient black metal, noise e doom che collidono in implosioni di disperazione e violenza impensabili. “Scar Sighted” è un disco superbo di cui si parlerà per mesi; almeno per il sottoscritto, un album che rivaleggia senza problemi con il capolavoro “Massive Conspiracy Against All Life” e che è secondo solo all’inarrivabile album a marchio Lurker of Chalice.

TRACKLIST

  1. -
  2. The Smoke of Their Torment
  3. Dawn VibrationùGardens of Coprolite
  4. Wicked Fields of Calm
  5. Within Thrall
  6. A Veil Is Lifted
  7. Scar Sighted
  8. All Tongues Toward
  9. Aphōnos
2 commenti
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