LIGHT THE TORCH – You Will Be The Death Of Me

Pubblicato il 03/07/2021 da
voto
7.0
  • Band: LIGHT THE TORCH
  • Durata: 00:42:12
  • Disponibile dal: 25/06/2021
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Quando uscì “The End Of Heartache”, nel 2004, in pochi mesi divenne il successo più grande del metalcore a quel giorno, facendo letteralmente scoppiare un fenomeno e andando ad ispirare distese di imitatori che ancora oggi ne ricalcano lo stile. Merito di una band maturata, sicuramente, ma anche del nuovo cantante Howard Jones e delle sue corde vocali d’acciaio, che presero letteralmente sulle spalle una band all’apice creativo e ne permisero l’esplosione commerciale. Da quel momento Howard è rimasto nel cuore degli amanti del metalcore, che vedendolo spegnersi per incompatibilità della vita in tour, diabete e depressione avevano temuto di perderlo, artisticamente ed umanamente parlando. Per fortuna Howard si è poi ritrovato nel sodalizio artistico con Francesco Artusato (All Shall Perish) e Ryan Wombacher (Bleeding Through), confermando che il suo allontanamento dai Killswitch Engage non era dovuto sicuramente a scelte stilistiche: i due dischi firmati Devil You Know hanno infatti confermato gli stilemi della band madre, con una svolta più melodica nel successivo capitolo firmato Light The Torch a causa di beghe legali.
Senza essere una fotocopia dei KSE, le architetture di Artusato, principale compositore e guitar hero che sa mettersi totalmente a servizio della canzone, sanno essere sia melodiche che robuste, pronte a lanciare ad alta quota i ritornelli giganti di HoJo. La perfomance del cantante è praticamente perfetta: anche se a questo giro più che urlare canta, riesce a trasmettere un’ampia gamma di sentimenti, che traboccano dall’oscura “Becoming The Martyr” all’introspettiva “I Hate Myself” alla profonda “Death Of Me”. “Come Back To The Quicksand” tocca i tasti della malinconia, mentre per smuovere le acque e spingersi fuori dalla zona di comfort abbiamo l’inattesa cover di “Sign Your Name” di Terence Trent D’Arby, limpido esempio delle capacità fuori dal comune di chi sta dietro al microfono. Troviamo infine, ben innestati, alcuni passaggi tastieristici che ricordano la svolta ruffiana del melodeath svedese. Tutto questo basterà a far felici gli affezionati, siamo certi, ma ci saranno anche più ascoltatori che, pur nella bontà delle composizioni, vedranno la longevità del disco sgretolarsi letteralmente nelle mani a causa di una scrittura che sceglie con coscienza di stare in territori ormai prevedibili, forumulaici e ritriti. Il peso di quindici anni del filone di metalcore introdotto dai KSE dello stesso frontman comincia a farsi sentire, insomma, anche con una raccolta di brani che funziona. Se continuare ad esprimersi sempre nelle stesse coordinate può diventare una condanna (e qui il titolo può diventare tristemente profetico), si può sempre godere della classe degli autori e della miglior voce che il genere ha da offrire.

TRACKLIST

  1. More Than Dreaming
  2. Let Me Fall Apart
  3. End Of The World
  4. Wilting In The Light
  5. Death Of Me
  6. Living With A Ghost
  7. Become The Martyr
  8. Something Deep Inside
  9. I Hate Myself
  10. Denying The Sin
  11. Come Back To The Quicksand
  12. Sign Your Name
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