LILES/MANIAC – Darkening Ligne Claire

Pubblicato il 17/03/2019 da
voto
7.0
  • Band: LILES/MANIAC
  • Durata: 00:49:00
  • Disponibile dal: 04/03/2019
  • Etichetta: Archaeological Records
  • Distributore:

Difficile inquadrare in maniera chiara, dal punto di vista musicale e soprattutto discografico, questo lavoro a quattro mani tra l’ex cantante dei Mayhem e il compositore britannico. Maniac e Andrew Liles si sono incontrati ormai diversi anni orsono nel corso di un galeotto Roadburn, sede perfetta per creare simbiosi improbabili ed eterogenee, portando avanti da allora una serie di collaborazioni sia live che in studio che hanno sempre portato a sperimentazioni interessanti e impegnative allo stesso tempo. Questo nuovo lavoro non fa eccezione e si muove nuovamente nel solco di decostruzioni minimaliste e non prive di un tocco rumorista, cui aggiunge un tocco di sulfurea malignità la voce stridente e iconica di Maniac; in questo caso poi – rispetto per esempio a quanto avveniva su “Det Skjedde Noe Når Du Var I Belgia” – , di metal estremo restano veramente una vaga atmosfera e i titoli, ispirati a band iconiche del genere. Le sette tracce che compongono “Darkening Ligne Claire” sono del resto quadri sonori atti ad accompagnare la componente visiva di una mostra dal titolo omonimo dedicata a Christophe Szpajdel, il noto Lord of the Logos autore di tantissime grafiche per band metal, esposizione che ha avuto luogo in concomitanza con il festival Dio Drone di Firenze. In un intreccio circolare tra i musicisti coinvolti, il genietto grafico belga e l’etichetta/laboratorio sonoro Archaelogical Records, che ha a sua volta commissionato il suo logo a Szpajdel nasce questa esperienza unica, al punto che l’album viene distribuito gratuitamente online, mentre l’edizione fisica è solo su ordinazione: un box di legno con sette dischi da 10” e quattordici litografie dal costo alquanto folle, una vera e propria opera per fan die-hard, o per collezionisti d’arte, più probabilmente. I sette brani, di sette minuti ciascuno, accompagnano dittici fotografici con suoni rarefatti e molta atmosfera; non mancano piccole esplosioni violente, talvolta determinate da derive elettroniche percussive, più spesso dalle gutturali declamazioni del buon Sven-Erik Kristiansen. Non manca interesse né nei brani più lontani dal nostro mondo di riferimento ( “Enthroned”), né ove si sfiorano le dilatazioni drone-sabbatiche dei Sunn O))), come nella doppietta “Noctuary”- “Slaughter Messiah”. Ci troviamo di fronte, insomma, a un’interessante e cupa colonna sonora, di sicuro impatto, ma che in assenza dell’esperienza complessiva con performance e galleria fotografica, ci pare inevitabilmente limitata. O forse rafforzata, se vi piacciono i più oscuri viaggi emotivi.

TRACKLIST

  1. Emperor
  2. Enthroned
  3. Flagellum Dei
  4. Noctuary
  5. Slaughter Messiah
  6. Soulburn
  7. Wolves In The Throne Room
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