LIMINAL SKY – All Tomorrow’s Darkness

Pubblicato il 15/06/2026 da
voto
6.5
  • Band: LIMINAL SKY
  • Durata: 00:56:12
  • Disponibile dal: 19/06/2026
  • Etichetta:
  • Karisma Records

Una perdita, un dolore: per il debutto dei Liminal Sky si parte da un momento molto cupo che può capitare durante la vita di ognuno di noi ma grazie alla capacità di tradurre i sentimenti in musica da parte dei suoi componenti ci troviamo tra le mani un disco che varia dal post-rock all’alternative e che presenta profonde ambientazioni nordiche, oltre a scavare dentro l’interiorità dell’essere umano, affrontando tematiche complesse e rendendole universali soprattutto grazie a una voce molto calda.
Il timbro è quello di Mat McNerney, cantante inglese già sentito dietro ai microfoni di gruppi quali Hexvessel e Grave Pleasures oltre ai suoi lavori solisti, il quale interpreta in maniera molto sentita le tracce di questo “All Tomorrow’s Darkness”, anche perché lui stesso stava vivendo un momento difficile durante le registrazioni, dato che erano passati solo pochi mesi dalla perdita della madre.
Quello che traspare è sia un senso di abbandono sia uno sguardo interiore verso il superamento del dolore, emozioni che vengono poi acuite dalle orchestrazioni classiche e dalle improvvisazioni jazz.

Le due menti che stanno alla base di questo nuovo progetto che risponde al nome di Liminal Sky sono Jaime Gomez Arellano, produttore di alcuni dei più importanti album di gruppi quali Ghost, Ulver, Opeth e Paradise Lost, e il musicista Daniel Knight; i due avevano collaborato in precedenza suonando assieme nei Messenger e per questo debutto si sono chiusi presso gli Orgone Studios, gli studi di registrazione di proprietà di Arellano.
Ne risulta un lavoro corale, perché pur essendo molte volte il dolore, l’insonnia e l’isolamento prerogative di un progressivo stato di solitudine, qui il suono del sassofono, del violino e del pianoforte ci offrono un abbraccio, un porto sicuro in questo mare nero che è il dolore: la musica in questo caso non è veicolo (solo) di disperazione, ma diventa un raggio di luce, un ponte tra la vita passata assieme e una nuova esperienza. Esempio fulgido è il brano “Algebra Of Unknowing”, in cui sembra di trovarsi di fronte ad una veglia funebre dove però ogni partecipante porta non solo le condoglianze ma anche un ricordo positivo o un progetto futuro, sotto forma di un assolo di sax, di un arpeggio e del mescolamento di tutti questi in armonie nuov.
Attorno ai Liminal Sky e Arellano partecipano a questo debutto molte figure del mondo nordico, tanto che alla voce in “A Solitary Future” e “The Weight Of Heaven” troviamo Kristoffer Rygg, fondatore degli Ulver ma anche sperimentatore nel mondo black e avant-garde con i Borknagar e gli Arcturus. Altri ospiti sono Karin Park, cantante svedese con numerosi album all’attivo nel panorama elettropop e noise, oltre ai musicisti Lars Horntveth, Alicia Nurho, Anders Møller, Tore Ylwizaker, Ole Alexander Halstensgård, tutti gravitanti nel mondo ambient e sperimentale.
Oltre al già citato cantante inglese Mat McNerney, altro cameo alla voce nella traccia conclusiva che dà il titolo all’album “All Tomorrow’s Darkness” è quello di Daniel O’Sullivan, anche lui con un passato in Ulver e Sunn O))).

Alla fine dell’ascolto, però, rimane l’incertezza di non aver bene delineato un suono: da una parte sentiamo rimandi dei primi Radiohead di “The Bends”, come per esempio in “Forget Me Not” e “Penance”, con echi di “Exit Music (For A Film)”; questa sensazione permane in quelle tracce composte da voce, riverberi e note che, come un sasso lanciato in uno stagno, si propagano lentamente verso chi ascolta.
Dall’altra parte, invece, notiamo una stratificazione delle strutture musicali, poiché i Liminal Sky semplificano anche troppo l’intreccio post-rock, ambient e jazz rendendo però la scrittura della musica sincopata sempre in bilico tra il malinconico e lo speranzoso: nel cercare di trovare un filo conduttore durante una canzone, ci si perde a più riprese in stacchi e attese, con continue sospensioni che rendono l’ascolto frammentato.
Un debutto cupo ma che cerca di portare sollievo, un ascolto intimo e catartico: “All Tomorrow’s Darkness” non arriva mai a sonorità metal pur avendo cadenze quasi doom e interpreti del panorama estremo, ma porta comunque con sé un’atmosfera post-rock oscura e dolorosa, fino ad arrivare ad aperture smorzate di tipo ambient con qualche nota di speranza. O troppo intimistico o troppo distaccato: la sensazione è che la musica rimanga comunque su un livello (troppo) distante dall’ascoltatore.

TRACKLIST

  1. Some Other Time
  2. A Solitary Future
  3. In Some Secret Universe
  4. Forget Me Not
  5. Penance
  6. The Weight Of Heaven
  7. Algebra Of Unknowing
  8. Oar On The Mooring
  9. All Tomorrow's Darkness
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