LIMP BIZKIT – Chocolate Starfish And The Hot Dog Flavored Water

Pubblicato il 01/11/2014 da
voto
8.5
  • Band: LIMP BIZKIT
  • Durata: 01:12:22
  • Disponibile dal: 17/10/2000
  • Etichetta: Interscope Records
  • Distributore:

Introducing the chocolate starfish and the hot dog flavored water. Bring it on

Tralasciando l’intro affidato ad un beat di DJ Lethal, è con queste parole che i Limp Bizkit dell’anno 2000 ci danno il benvenuto. Dopo i due precedenti lavori (il debutto del 1997, “Three Dollar Bill, Yall$”, ed il secondo, terremotante “Significant Other”), i quali avevano segnato la decisa entrata a gamba tesa del combo di Jacksonville sulla scena alternative mondiale, con questo terzo capitolo i Nostri fanno deflagare finalmente la bomba in tutta la sua esplosiva cafonaggine. “Chocolate Starfish And The Hot Dog Flavored Water” è, a nostro avviso, il vero testamento dei LB, i quali, dopo essere stati subissati di critiche dalla gran parte dei metalhead di tutto il globo, venendo visti come la band più venduta dei tempi moderni, decidono di reagire nell’unica maniera possibile: ovvero prendendo tutte le caratteristiche più peculiari del loro sound – l’arroganza, la mescolanza di generi e il cattivo gusto – e portandole alle estreme conseguenze, il tutto lavorando ancora di più sul lato catchy dei pezzi. Questo disco ci suona tanto come la rivincita personale di Fred Durst, forse l’icona in ambito rock/metal più disprezzata di sempre, un uomo capace di attirare su di se l’odio più genuino sia da parte dei rapper, sia da parte dei rocker (ricordiamo a chi non lo sapesse che esiste addirittura un sito che risponde al nome di ‘Ihatefreddurst’, per dirvene una), il quale si scatena come non mai in questo platter, andando a vomitare tutto il suo risentimento per i detrattori e manifestando ancora una volta le proprie intenzioni di fregarsene di tutto e di tutti. Spostandoci sul lato squisitamente musicale di questo “Chocolate Starfish..”, nelle quindici tracce ivi presenti non è possibile trovare un punto morto, non un calo di tono: solo pezzi pieni di energia e tamarraggine, brani che rendono lo stare fermi un’impresa quasi impossibile. Una tracklist piena zeppa di canzoni imprenscindili per la breve epopea del nu-metal; un pezzo quale “Hot Dog”, con quella gasatissima linea posta in apertura, i suoi quarantotto ‘fuck’ (contati!) nel corso del running time ed il ritornello scippato a “Closer” dei Nine Inch Nails (va da sè che tra Trent Reznor e Fred non correva assolutamente buon sangue, all’epoca) risulta il più rappresentativo delle intenzioni musicali dei Nostri: groove, rime serrate, un Durst in fiamme e tanta, tanta ignoranza. Abbiamo poi “My Generation”, anthem degli anni ’00 in cui i Nostri scimmiottano il più famoso brano dei The Who, che vede un DJ Lethal in grande spolvero, con il suo muro di scratch posto a metà pezzo, che portava i quindicenni di qualche anno fa a mettere a soqquadro le proprie camerette. E che dire di “My Way”, simil-ballad dal gusto devastantemente ‘urban’; e ancora “Livin’ It Up”, dove un particolarmente belligerante e strafottente Durst ne ha per tutti, sputando rime acide su un tappeto ritmico attenta-cervicali, grazie anche a quella sicurezza garantita in fase compositiva dalla chitarra del colorato Wes Borland, capace di sfornare riff semplici ma sempre e comunque a tutto groove. Una menzione a parte la meritano “Take A Look Around”, facente parte della colonna sonora di “Mission Impossible 2”, un’esplosiva bomba dalla miccia lunga, e “Rollin’”, probabilmente IL pezzo dei Limp Bizkit, assurto a colonna sonora di una miriade di film di corse automobilistiche e non, da “Fast And Furious” in poi, grazie a quel suo irresistibile e trascinante ritornello. Il successivo (e validissimo) “Results May Vary” risulterà come il lavoro della maturità per il Biscotto Inzuppato, ma è con il lavoro qui recensito che i ragazzi della Florida, a nostro parere, hanno fatto il colpaccio. Da questo momento in poi, si aprirà una nuova stagione per il nu-metal, una stagione fatta di muscle car, gnoccone in shorts e cappellini da baseball, luci al neon e chi più ne ha più ne metta. I Nostri hanno settato un nuovo standard per la musica del decennio ’00, con quella loro attitudine strafottente e arrogante spinta sempre al limite e quel gusto per la musica cross-genre che, se da un lato fa storcere il naso ai puristi di entrambi i generi, dall’altro piace e diverte coloro i quali non sanno che farsene delle etichette. Oggi, quattordici anni e dodici milioni di copie vendute dopo, questo album suona ancora attuale e fresco e i Limp Bizkit, piaccia o meno, sono entrati a pieno titolo nell’Olimpo dei grandi.

“Dj Lethal, bring it on!”

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Hot Dog
  3. My Generation
  4. Full Nelson
  5. My Way
  6. Rollin' (Air Raid Vehicle)
  7. Livin' It Up
  8. The One
  9. Getcha Groove On
  10. Take A Look Around
  11. I'll Be OK
  12. Boiler
  13. Hold On
  14. Rollin' (Urban Assault Vehicle)
  15. Outro
16 commenti
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