L’IMPERO DELLE OMBRE – Racconti Macabri Vol. III

Pubblicato il 17/11/2020 da
voto
7.5

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Abbiamo dovuto aspettare un decennio per poter ascoltare un nuovo capitolo della discografia de L’Impero Delle Ombre, ma fortunatamente l’attesa non è stata vana e la formazione italiana è tornata oggi con un album all’altezza del loro nome. “Racconti Macabri vol. III” porta avanti con coerenza e credibilità quello stile cimiteriale che si nutre avidamente di tutte le arti, prediligendone sempre il lato più oscuro. Le fonti del gruppo sono ampie e vanno dalla letteratura, al folklore, passando per il cinema, la poesia, sempre raccontando quella fascinazione per la morte, per la decadenza, che ha attratto e attrae il genere umano fin dagli albori delle civiltà. Talvolta le citazioni sono più generiche, come nel caso de “Il Sabba”, in altre occasioni, invece, i rimandi sono più espliciti e diretti, come nel caso di “In Morte Di Bruno Legnani”, un omaggio a “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati (1976), oppure “Incubo A Dunwich”, che omaggia “L’orrore di Dunwich”, racconto di H.P. Lovecraft adattato per il cinema nel 1970.
Musicalmente, per coloro che non conoscessero L’Impero Delle Ombre, tutto questo si traduce in una proposta che racchiude la tradizione di Black Widow e Black Sabbath, la rafforza con qualche rimando all’heavy metal classico e raccoglie l’eredità della scuola horror italiana, dai Death SS, ad Antonius Rex, senza dimenticare il progressive più inquietante e sinistro. La prova della band è convincente sotto ogni aspetto, con una particolare nota di merito per le chitarre di Andrea Cardellino e Rob Ursino, capaci di creare uno scheletro classico e robusto, con riff efficaci e dinamici, senza adagiarsi solo su cadenze funeree o rallentate per creare l’adeguata atmosfera mortifera. Ottimo anche il contributo delle tastiere, mai predominanti o pompose, ma fondamentali per andare a disegnare i paesaggi sonori più spettrali e minacciosi, soprattutto quando affiancate a voci ed estratti dai film citati. Buona anche la varietà degli arrangiamenti, che riescono ad evocare le immagini raccontate nei testi con accuratezza: così l’invocazione de “Il Sabba” (con il supporto di Bud Ancillotti) si traduce in un abbandono selvatico e potente, mentre “Incubo A Dunwich” restituisce l’orrore cosmico ed ineffabile dei Grandi Antichi. Allo stesso modo non possiamo non citare “Sentimento Funereo”, oscura celebrazione della morte arricchita dallo stregonesco contributo di Steve Sylvester, oppure la conclusiva “Ballata Dell’Uroboro… O Della Speranza”, malinconica ed ossessiva nenia folk, con una chitarra acustica insistente e quelle atmosfere arcane e magiche figlie della foresta.
L’unico aspetto che non ci ha pienamente convinto di “Racconti Macabri vol. III” sono alcune linee vocali che, adottando soluzioni vicine al rock italiano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, finiscono per risultare un po’ vecchie (pensiamo ad esempio all’insistenza de “Il Villaggio Delle Ombre Assassine”), a fronte invece di una proposta musicale che, pur nel rispetto della tradizione, suona semplicemente senza tempo. Siamo consapevoli, però, che si tratti anche di questioni di gusto personale, che potrebbero tranquillamente incontrare il favore di molti altri ascoltatori. Quello che possiamo dire con certezza è che L’Impero Delle Ombre è tornato con un solidissimo nuovo album, che farà la gioia di chi ha apprezzato “I Compagni Di Baal” e che ci sentiamo di consigliare a tutti coloro che non hanno timore di avventurarsi tra lapidi ricoperte di muschio e cancelli cigolanti.

TRACKLIST

  1. Introduzione - Accesso In Requiem
  2. Il Cimitero Delle Anime
  3. Il Sabba
  4. In Morte Di Bruno Legnani
  5. Incubo A Dunwich
  6. Il Villaggio Delle Ombre Assassine
  7. Marmo Freddo
  8. Verso L'Abisso
  9. Sentimento Funereo
  10. Finale, Ballata Dell'Uroboro... O Della Speranza
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