8.0
- Band: LINGALAD
- Durata: 01:19:18
- Disponibile dal: //2007
Quanti artisti – o, più nello specifico, musicisti – sono stati ispirati dal grande J.R.R. Tolkien? Impossibile dirlo, dal momento che innumerevoli sono coloro che, attraverso più forme d’arte, hanno preso direttamente o indirettamente spunto dai celebri romanzi dello scrittore britannico, e soprattutto dal suo capolavoro “Il Signore Degli Anelli”. Non tutti però sono stati in grado di trasmettere uno dei messaggi principali che caratterizzano le opere di Tolkien, ossia quell’invito al rispetto della natura e alla vita in armonia con essa che sembra essersi da tempo perduto nella società in cui viviamo. I Lingalad sono un quartetto bergamasco che sposa e infonde nella propria musica tale concetto naturalistico, riprendendolo nei testi che la accompagnano. Fondati dal cantante, chitarrista, flautista e non a caso anche educatore ambientale Giuseppe Festa, i quattro bardi propongono un folk acustico cantato in italiano, molto delicato e con influenze che potremmo avvicinare al progressive, alla musica celtica e anche alla new age in alcuni passaggi strumentali. La loro musica non contiene arrangiamenti articolati, soluzioni complesse o tecnicismi, ma è al contrario semplice, caratterizzata da dolci armonie, arpeggi, melodie a tratti quasi eteree, percussioni suonate con delicatezza perfettamente integrate con l’approccio vocale limpido e cristallino di Giuseppe. Centrale anche l’apporto degli strumenti antichi ed etnici di Claudio Morlotti quali il dulcimer, la ghironda, la folk harp o il bouzouki. Nascono così ballate ideali per un ascolto a mente libera, in totale tranquillità, che riescono a far vivere all’ascoltatore quel contatto con la natura che ne ha profondamente ispirato la composizione. Basta un ascolto al testo di “Lingalad”, alle dolci melodie di “La Foresta Di Fangorn”, agli arpeggi di “Il Ritorno” o alle ispirate ed evocative linee vocali di “Il Volo Dell’Aquila” per entrare nel mondo, incontaminato e indissolubilmente legato alle proprie bellezze naturali, narrato dal quartetto. Questa raccolta offre non solo una panoramica esauriente della musica dei Lingalad, con ben diciannove brani estratti dai quattro album realizzati dalla band più tre inediti, ma anche un libro di duecento pagine a cura di Donato Zoppo con una dettagliatissima biografia del gruppo ricca di aneddoti e un’approfondita contestualizzazione dell’intero progetto nell’affascinante mondo che ruota intorno alle opere di Tolkien. Inutile rimarcare che gli amanti dello scrittore troveranno nelle raffinate composizioni dei Lingalad l’ideale rappresentazione musicale degli episodi più distensivi e legati al fascino della natura magistralmente descritti nei suoi romanzi. Il tepore del sole mattutino che dirada la foschia, la rugiada che scorre su un filo d’erba, il crepitio di un fuoco, il profumo di un prato in fiore, il canto di un ruscello di montagna… tutte sensazioni tanto semplici quanto intense che purtroppo molti di noi rischiano di dimenticare, o che additittura non hanno mai provato.
