LIVE BURIAL – Curse of the Forlon

Pubblicato il 17/09/2022 da
voto
7.0
  • Band: LIVE BURIAL
  • Durata: 00:47:08
  • Disponibile dal: 23/09/2022
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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Terzo full-length per gli inglesi Live Burial, a due anni di distanza da quel “Unending Futility” che, oltre a sancirne l’ingresso nel roster Transcending Obscurity, ce ne aveva fatto scoprire la competenza in materia di death metal ruvido e tradizionale. Un suono che, ancora una volta, evita di ricalcare pedissequamente un filone specifico (come invece da prassi per molte altre band nostalgiche), sposando un approccio più libero e vivace, ben rappresentato dai toni sgargianti dell’artwork. Ascoltando queste sette nuove tracce, quasi ci si immagina il quintetto di New Castle seduto sul pavimento della propria camera, assorto nell’ennesima full immersion a base di vecchi classici degli anni Ottanta/Novanta, e successivamente intento a correre in studio di registrazione per restituire nella maniera più vivida possibile il feeling, la magia, di quei capolavori intramontabili, il tutto sulla base di un’ispirazione e di una tecnica dignitosissime.
Nessuna pretesa di reinventare la ruota, quindi, ma neanche l’aspirazione a perdersi nel marasma di gruppi-clone di Dismember e Incantation; come già accaduto in passato, i Nostri prendono gli insegnamenti dei loro capisaldi – Asphyx, Autopsy, Massacre, Pestilence, primi Death, ecc. – e li ripropongono stando ben attenti alle dinamiche e allo svolgimento del songwriting, non avendo paura di cimentarsi in vere e proprie mini-suite che, a dispetto dell’indole caustica e dell’estetica slabbrata, svelano una buona dose di ingegno e sensibilità melodica. Una sorta di risposta europea agli ormai affermati Skeletal Remains, sebbene qui l’elemento epico e mortifero sia più accentuato rispetto al materiale di un “Devouring Mortality”, mentre le evoluzioni strumentali vantano sicuramente meno intraprendenza e predominanza. Confrontato alla suddetta opera del 2020, “Curse of the Forlon” risulta quindi maggiormente disinibito nello spirito e a fuoco nei contenuti, partendo ‘a cazzo duro’ con il riffing affilato e il mix di doppia cassa/blastbeat di “Despair of the Lost Self” e chiudendosi fra i ricami acustici della lunghissima “The Prison I Call Flesh” (quasi dodici minuti), tanto che non ci stupiremmo, a fronte di certi numeri, di vedere i Live Burial accasarsi presso un’etichetta più potente a partire dalla prossime release. ‘More of the same’? Assolutamente sì, ma fatto con gusto.

TRACKLIST

  1. Despair of the Lost Self
  2. The Ordeal of Purification
  3. My Head as Tribute
  4. Exhumation and Execution
  5. Blood and Copper
  6. Sepulchre of Collapsed Kingdoms
  7. This Prison I Call Flesh
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