6.5
- Band: LOADED
- Durata: 00:49:14
- Disponibile dal: 30/03/2009
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
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Duff Mckagan è conosciuto dai più per i suoi trascorsi come bassista dei Guns N’ Roses, tuttavia a contorno di questa prestigiosa militanza ci sono una miriade di collaborazioni e permanenze più o meno lunghe in altre band (Silly Killers, Ten Minute Warning, The Fast Backs, Hobo Skank, Road Crew, Wayne Neutron, Neurotic Outsiders). Con l’importante ingresso alla corte dei Velvet Revolver di Slash nel 2002 all’alba del debutto “Contraband”, il biondo bassista sciolse dopo due dischi quella che era la sua attività principale, ovvero i Loaded, non per altro conosciuti anche con il monicker Duff Mckagan’s Loaded. Tornando al presente forse incentivato dagli intoppi dovuti alla dipartita di Scott Weland nei Velvet Revolver, Duff ha deciso di riesumare i suddetti Loaded con tanto di line-up nuova di zecca, e ovviamente nuovo disco. Tra i membri che compongono la rinnovata formazione non scorgiamo nomi di rilievo, tuttavia occorre precisare come in questa occasione il leader McKagan si occupi delle parti di chitarra oltre che di quelle vocali, lasciando il basso nelle mani di Jeff Rouse, mentre per batteria e seconda chitarra vengono chiamati in causa rispettivamente Geoff Reading e Mike Squires. Il fresco di stampa “Sick” si presenta come un godibile concentrato di sudicio rock n’roll ispirato ai ’70 alla quale vanno aggiunte influenze punk individuabili nell’attitudine cruda e viscerale dei pezzi stessi. La voce non certo sopraffina di Duff, pur ben supportata dalle scelte corali, mostra i suoi limiti ad esempio nell’interpretazione di “Mothers Day”, ma nel complesso risulta convincente e ben si adatta allo spirito “stradaiolo” delle composizioni. La produzione mantiene in vita l’atmosfera ’70 di cui sopra, pur non disdegnando qualche apertura più moderna che rende accostabili pezzi come la titletrack o “Sleaze Factory” a quanto fatto recentemente dai Velvet Revolver. Il songwriting spiccio e convincente rende “Sick” un disco piacevole che limita i momenti di mediocrità alla sola “Translucent”; la varietà e la personalità delle canzoni divise tra l’hard rock solare di “Forgive Me” e “I See Through You”, il rock blueseggiante con tanto di fiati presente in “Rock Date Girl” e una serie di ballate (forse una di troppo), tra le quali spicca “Wasted Heart”, giova non poco al risultato finale di un disco senza pretese da sparare a tutto volume nelle casse dei vostri stereo con spirito animalesco.
